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C’è acqua su una luna di Giove. “Ora cercheremo lì forme di vita”

Dalla superficie ghiacciata di Europa si alzano getti di vapore, segno che sotto si nasconde un oceano. La scoperta grazie alla rielaborazione di dati acquisiti nel 1997 dalla sonda Galileo. Che ora guideranno le future missioni spaziali dirette verso il pianeta gigante. Alla ricerca di ET

In Puglia lo spazioporto italiano per i turisti delle stelle. “Primi voli suborbitali dal 2020”

Credit: Instagram / @virgingalactic

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Le capsule della Virgin Galactic con sei passeggeri a bordo, più due di equipaggio, partiranno da Taranto-Grottaglie. L’Ad di Altec Giorgio: “Ma puntiamo ad avere un velivolo italiano e creare un polo di ricerca”

Buzz Aldrin prima riparla dell’Ufo dell’Apollo 11 e poi supera il test della macchina della verità…

Che cosa sarà mai? Scherzi dell’età ormai avanzata (ha 88 anni) oppure la voglia di togliere i lacci a un segreto probabilmente imposto ma sul quale lui e altri colleghi hanno puntato qua e là i riflettori? La domanda riguarda Buzz Aldrin, che al netto di teorie complottiste e negazioniste tuttora esistenti è stato il secondo umano a passeggiare sulla Luna, preceduto da Neil Armstrong (che a differenza sua ci ha già lasciato). Buzz è uno di quelli che nei ricordi della missione del 1969 con Apollo 11 ha fatto filtrare il concetto di un avvistamento inspiegabile (dunque, per definizione, di carattere ufologico) nel momento in cui capsula e modulo di comando, con il prezioso “bagaglio appresso” del Lem destinato all’allunaggio, lasciava la Terra e si indirizzava al suo satellite naturale. Ho conosciuto Aldrin, l’ho incontrato due volte (la prima ai Giochi olimpici di Pechino, la seconda a Crans Montana all’evento dell’orologiaio sponsor dei reduci del programma Apollo) e l’ho intervistato, chiedendogli appunto lumi su quella vicenda.

La sua risposta – potete andare a ripescare il post dedicato, storia di qualche anno fa – fu in apparenza ambigua ma in realtà illuminante. La domanda fu: “Ha visto qualcosa di strano?”. La risposta: “No, non ho visto qualcosa di strano. Ho solo pensato che fosse strano che quell’oggetto fosse lì”. L’equipaggio di Apollo 11 riteneva – sempre che la racconti giusta – si trattasse di uno stadio del Saturno V che andava ormai alla deriva, ma il centro di controllo di Houston escluse che fosse un pezzo del razzo.

 

Stazione spaziale Cinese, caduta per le ore 11,30 – possibili frammenti in Italia

Nelle ultime ore brillerà come la stella Vega. Fino alla fine sarà impossibile sapere se e dove i suoi frammenti cadranno sulla Terra. L’Italia dall’Emilia in giù rientra comunque fra le zone “non escluse”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA STAZIONE spaziale cinese Tiangong 1 sta “ruzzolando” verso la Terra, ruotando e oscillando in modo irregolare, tanto da far slittare di qualche ora le previsioni per il rientro, che restano comunque incentrate sul primo aprile. Nella riunione di venerdì pomeriggio alla Protezione Civile, la stima dell’orario è intorno alle 11.26, con una finestra di incertezza di circa 12 ore, Le previsioni sono comunque soggette a continui aggiornamenti. La probabilità che uno o più frammenti colpiscano l’Italia sono dello 0,2%. Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni potenzialmente interessate.

Nel frattempo questo veicolo spaziale in caduta libera si prepara a dare spettacolo con l’ultimo passaggio visibile dall’Italia, soprattutto dalle regioni meridionali, e l’appuntamento per osservarla al meglio è alle 5:50 di sabato 31 marzo, quando sarà brillante nel cielo come la stella Vega. “La stazione Tiangong1 continua a ruotare in modo irregolare”, ha detto Claudio Portelli, dell’ufficio Space Situational Awareness dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Tiangong 1, ossia il ‘Palazzo celeste’ che è stato la prima stazione spaziale cinese, si trova adesso a circa 190 chilometri dalla Terra e l’impatto nell’atmosfera dovrebbe avvenire quando il veicolo sarà alla quota di 120 chilometri: “Sarà difficile inquadrare quel momento con i radar – ha detto ancora Portelli – e da allora resteranno 45 minuti per calcolare il punto in cui avverrà il rientro”. La caduta della cinese Tiangong-1 viene seguita costantemente dagli scienziati dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) attraverso i radiotelescopi della “Croce del Nord” di Bologna, del “Sardinia Radio Telescope di San Basilio in Sardegna e dei radar del Poligono del Salto di Quirra a Cagliari.

Primo avvistamento Ufo in America – Era L’8 marzo 1639

Sono passati esattamente 379 anni dal primo avvistamento Ufo in Nord America.

Era l’8 marzo del 1639, nell’epoca dei Padri Pellegrini, quando a Boston, sul Charles River (chiamato nel gergo locale Muddy River), comparve il primo oggetto non identificato della storia degli Stati Uniti.

L’evento venne riportato da John Winthrop, il governatore coloniale del Massachusetts: l’amministratore descrisse quello che oggi verrebbe certamente indicato come un avvistamento ufologico, il primo in assoluto sul suolo americano. Winthrop annotò nel suo diario lo straordinario evento: «Un certo James Everell, uomo sobrio e discreto, a bordo di una piccola imbarcazione sul Muddy River con altri due uomini, ha visto una grande luce durante la notte, lunga circa 9 piedi (2,7 metri) che correva verso Charinton e tornava indietro.

Stazione spaziale cinese, l’Asi: “Rientro il 10 aprile, remote possibilità di frammenti in Italia”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL 10 APRILE è la data più probabile dell’impatto, secondo le stime dell’Agenzia Spaziale Italiana. Ma la “finestra di possibilità” si apre già dal 21 marzo. Il modulo della stazione spaziale cinese Tiangong-1 sta scendendo verso la Terra senza controllo. Al momento si trova a 250 chilometri di altezza e passa sopra alle nostre teste (in Italia) quattro volte al giorno. Quando raggiungerà i 90 chilometri, l’attrito con l’atmosfera inizierà a renderlo incandescente. Da quel momento si potrà parlare di “caduta” vera e propria. Fra le aree in cui è possibile l’impatto c’è anche l’Italia a sud di Firenze, anche se le probabilità sono bassissime: nell’ordine di una su diverse migliaia. Sono le stime degli esperti dell’ufficio Space Situational Awareness dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Oggi a Roma Claudio Portelli ed Ettore Perozzi, del nuovo ufficio dell’Asi sulla consapevolezza dello spazio, hanno risposto alle domande dei giornalisti durante la diretta streaming dell’Asi.

La data precisa dell’impatto della stazione spaziale cinese con l’atmosfera in realtà si potrà conoscere solo tre giorni prima che avvenga. Solo sei ore prima si potrà conoscere la traiettoria di rientro, e stimare quindi la probabilità di caduta su un’area abitata. L’Asi seguirà le ultime fasi di vita del modulo Tiangong-1 in stretto contatto con la Protezione Civile. “I detriti potrebbero sparpagliarsi in un’area lunga mille chilometri e larga 400” spiega Portelli. In genere tra il 20% e il 40% del peso complessivo di un oggetto spaziale di questo tipo sopravvive all’attrito dell’atmosfera. Si stima che oggi il modulo Tiangong pesi 7.500 chili, ma molti dettagli sui materiali con cui la stazione spaziale è stata costruita restano in realtà segreti. La presenza di pannelli solari per fornire energia dovrebbe comunque escludere la presenza di combustibile radioattivo.

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