La battaglia degli asteroidi tra un milionario e la Nasa

Le osservazioni e le critiche di Nathan Myhrvold sull’operato della Nasa, che non stimerebbe in modo corretto le caratteristiche di asteroidi potenzialmente pericolosi.

L'asteroide 243 Ida, fotografato nel 1993 dalla sonda Galileo, da 10.500 km di distanza.

L’asteroide 243 Ida, fotografato nel 1993 dalla sonda Galileo, da 10.500 km di distanza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La scienza procede per tentativi ed errori, e le dispute accademiche fanno in un certo senso parte del progresso del sapere. Talvolta, però, questi scontri non risparmiano una certa acredine: è il caso di un aperto dissidio in tema di asteroidi tra Nathan Myhrvold, eclettico imprenditore appassionato di temi scientifici, e niente meno che la NASA. Vi riportiamo l’intera vicenda in occasione dell’Asteroid Day (30 giugno), la ricorrenza pensata per promuovere a livello globale la consapevolezza e l’impegno scientifico ed economico per il monitoraggio di corpi spaziali potenzialmente pericolosi.



Il nocciolo della questione. Dal 2016 Myhrvold, 58enne milionario di Seattle con un passato in Microsoft, sostiene che ci siano errori importanti nei dati del progetto NEOWISE (NASA), una missione estesa del telescopio spaziale WISE (Wide-Field Infrared Survey Explorer) che ha individuato e studiato 158 mila asteroidi nella lunghezza d’onda dell’infrarosso, producendo il più esteso catalogo sugli oggetti near-Earth mai compilato finora.

Su questi dati si fondano centinaia di altri studi astronomici, e lo stesso approccio scientifico sarà utilizzato da uno strumento di nuova generazione a cui l’agenzia spaziale Usa sta lavorando – la Near-Earth Object Camera (NEOCam) – per individuare ogni roccia spaziale che potrebbe in futuro costituire una minaccia per la Terra.

Tra le critiche più importanti mosse da Myhrvold ce n’è una che riguarda le stime del diametro degli asteroidi elaborate dalla NASA, che sarebbero inesatte: se la contestazione fosse confermata si tratterebbe di un problema sostanziale, perché la taglia dei NEO, i near-Earth objects, è un parametro determinante per capire quanto realmente sia pericoloso un asteroide in rotta di collisione con la Terra e quale tipo di danno potrebbe causare.

Sotto esame. Finora le osservazioni di Myhrvold, i cui interessi spaziano dall’alta cucina alla paleontologia, erano state respinte al mittente come le critiche di un non addetto ai lavori. Adesso però hanno superato indenni una rigorosa analisi in peer-review (in sintesi, è un’approfondita valutazione scientifica dei metodi e dei dati usati per uno studio) durata 18 mesi e sono state pubblicate in due tappe (una a marzo e una a giugno) sulla prestigiosa rivista scientifica Icarus, dedicata alle scienze planetarie.

Calore e dimensioni. Gli strumenti della missione NEOWISE hanno misurato dimensione e brillantezza degli asteroidi near-Earth nell’infrarosso, lunghezza d’onda in cui questi massi celesti brillano più intensamente che nella luce visibile. L’analisi dei dati, avviata nel 2010, ha subito un’accelerazione a partire dal 2013.

La prima critica di Myhrvold alla missione, pubblicata a marzo, riguarda le leggi matematiche che studiano il modo in cui asteroidi irradiano calore, che secondo il milionario non sarebbero state sufficientemente considerate nel database della NASA.

Ma le critiche più sostanziali si trovano nel secondo articolo, pubblicato a giugno, che afferma che il team avrebbe attuato alcune scelte contestabili nel trattamento dei dati, che avrebbero compromesso il rigore scientifico del catalogo: per esempio, applicare diverse tecniche di analisi a diversi gruppi di dati, o includere misurazioni precedentemente pubblicate all’interno del database, anziché riferirsi a quelle di NEOWISE.

Riaprire il dibattito. Secondo Myhrvold il Large Synoptic Survey Telescope, un telescopio di terra in Cile, potrebbe rintracciare la stessa quantità e lo stesso tipo di asteroidi che la futura missione NEOCam si propone di trovare su mandato del congresso Usa. Per i revisori scientifici dello studio, le critiche potrebbero essere utili per mettere a punto tecniche di misurazione più precise, a beneficio della sicurezza dell’umanità.

Sollecitati dal dibattito, diversi scienziati tornano ad analizzare quei dati, mentre la NASA deve ancora rispondere nel dettaglio alle critiche. Il 14 giugno l’Agenzia spaziale si è limitata a una dichiarazione in cui si afferma che il team WISE/NEOWISE rimane saldo su dati e metodi fin qui usati, più che validati da scoperte scientifiche pubblicate in diversi articoli scientifici su riviste peer-review.[fonte]

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