Category Archives: Nasa

Apollo 11, rese pubbliche 19 mila ore di audio Terra-Luna

Nei nastri digitalizzati in un imponente lavoro dell’Università del Texas si possono ascoltare i dialoghi tesi che precedono l’allunaggio, così come alcuni scambi ironici e rilassati. Soprattutto, emerge l’eccellente lavoro del centro di comando di Houston.

Al centro di controllo di Houston: gli astronauti Charles Duke, James Lovell e Fred Haise in contatto con i colleghi durante le operazioni di allunaggio.|NASA

Al centro di controllo di Houston: gli astronauti Charles Duke, James Lovell e Fred Haise in contatto con i colleghi durante le operazioni di allunaggio.|NASA

La NASA e l’Università del Texas hanno reso pubbliche 19 mila ore di registrazioni poco note delle conversazioni tra l’equipaggio dell’Apollo 11 e il centro di comando di Houston. Oltre a testimoniare il coraggio degli astronauti lunari, i file audio rendono omaggio all’eroico lavoro di squadra degli uomini del Johnson Space Center, capaci di guidare tre uomini sulla Luna con una ventina di computer meno potenti di uno smartphone.

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Falla sulla Iss, l’Agenzia russa: “Non è escluso sabotaggio nello spazio”

Il foro nel laboratorio spaziale, che ha causato perdita di pressione, sarebbe stato fatto con un trapano. L’ipotesi più verosimile riguarda un errore a terra in fase di costruzione. Ma il direttore del Roscosmos non esclude nulla: “Atto forse deliberato”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Qualcuno ha ‘bucato’ con un trapano la navetta russa Soyuz, attraccata alla Stazione spaziale internazionale, e l’Agenzia spaziale russa non esclude che possa trattarsi di un sabotaggio. Secondo quanto dichiarato dal direttore generale del Roscosmos, potrebbe essere avvenuto addirittura in orbita per mano di un astronauta.

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La battaglia degli asteroidi tra un milionario e la Nasa

Le osservazioni e le critiche di Nathan Myhrvold sull’operato della Nasa, che non stimerebbe in modo corretto le caratteristiche di asteroidi potenzialmente pericolosi.

L'asteroide 243 Ida, fotografato nel 1993 dalla sonda Galileo, da 10.500 km di distanza.

L’asteroide 243 Ida, fotografato nel 1993 dalla sonda Galileo, da 10.500 km di distanza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La scienza procede per tentativi ed errori, e le dispute accademiche fanno in un certo senso parte del progresso del sapere. Talvolta, però, questi scontri non risparmiano una certa acredine: è il caso di un aperto dissidio in tema di asteroidi tra Nathan Myhrvold, eclettico imprenditore appassionato di temi scientifici, e niente meno che la NASA. Vi riportiamo l’intera vicenda in occasione dell’Asteroid Day (30 giugno), la ricorrenza pensata per promuovere a livello globale la consapevolezza e l’impegno scientifico ed economico per il monitoraggio di corpi spaziali potenzialmente pericolosi.

L’incognita che arriva dallo spazio. Il 30 giugno torna l’Asteroid day

La giornata di divulgazione sugli asteroidi conta decine di eventi in tutto il mondo. Diversi anche in Italia. Sono milioni i Neo (Near Earth objects, oggetti vicini all’orbita terrestre) ma solamente poche migliaia sono noti. Le agenzie spaziali hanno programmi di osservazione e tracciamento e studiano come deviarne uno, per evitare all’uomo la fine che fecero i dinosauri

 

 

 

 

 

 

 

 

SESSANTACINQUE milioni di anni fa un asteroide sterminò tre quarti delle forme di vita sulla Terra. Dinosauri compresi. Il pericolo che viene dallo spazio non può essere sottovalutato. Lo sanno bene gli abitanti di Celjabinsk, soprattutto i quasi 1.500 feriti dalle schegge di vetro delle finestre, esplose per l’onda d’urto creata da una meteora entrata in atmosfera proprio sopra la città russa, nel 2013. Una potenza pari a 30 volte la bomba di Hiroshima.

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La sfida della Nasa: invierà un mini-elicottero su Marte

Il Mars Helicopter raggiungerà il pianeta rosso nel 2020 per guidare il rover nell'esplorazione. La prima sfida è il ritardo di comunicazione tra i pianeti

Il Mars Helicopter raggiungerà il pianeta rosso nel 2020 per guidare il rover nell’esplorazione. La prima sfida è il ritardo di comunicazione tra i pianeti

 

DRONI in arrivo su Marte: il primo raggiungerà il pianeta con la missione che la Nasa sta progettando per il 2020. Si chiama Mars Helicopter, somiglia a un piccolo elicottero senza pilota, ed è destinato a collaborare con il rover per guidarne il cammino e per cercare segni di vita. Pronta la simulazione che vede questo primo ‘drone marziano’ mentre volteggia sul rover della missione Mars 2020.

Partita la missione che studierà il cuore di Marte

Il lancio del razzo Atlas 5 dalla base californiana di Vandenberg, porta in orbita la missione InSight della Nasa diretta a Marte (Fonte: NASA TV) RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/Ansa

Il lancio del razzo Atlas 5 dalla base californiana di Vandenberg, porta in orbita la missione InSight della Nasa diretta a Marte (Fonte: NASA TV) RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA/Ansa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

E’ partita la missione InSight della Nasa diretta verso Marte: il lancio è avvenuto puntualmente alle 13,05 italiane, per la prima volta dalla costa occidentale degli Stati Uniti, dalla base californiana di Vandenberg.

Nonostante le condizioni meteo non ottimali, che per l’ora del lancio indicavano nebbia e scarsa visibilità, il razzo Atlas 5 è partito. Non appena rilasciata sull’orbita stabilita, la sonda comincerà il suo lungo viaggio, che prevede l’arrivo a Marte  il 26 novembre 2018, nella regione vulcanica chiamata Elysium Planitia.

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Buzz Aldrin prima riparla dell’Ufo dell’Apollo 11 e poi supera il test della macchina della verità…

Che cosa sarà mai? Scherzi dell’età ormai avanzata (ha 88 anni) oppure la voglia di togliere i lacci a un segreto probabilmente imposto ma sul quale lui e altri colleghi hanno puntato qua e là i riflettori? La domanda riguarda Buzz Aldrin, che al netto di teorie complottiste e negazioniste tuttora esistenti è stato il secondo umano a passeggiare sulla Luna, preceduto da Neil Armstrong (che a differenza sua ci ha già lasciato). Buzz è uno di quelli che nei ricordi della missione del 1969 con Apollo 11 ha fatto filtrare il concetto di un avvistamento inspiegabile (dunque, per definizione, di carattere ufologico) nel momento in cui capsula e modulo di comando, con il prezioso “bagaglio appresso” del Lem destinato all’allunaggio, lasciava la Terra e si indirizzava al suo satellite naturale. Ho conosciuto Aldrin, l’ho incontrato due volte (la prima ai Giochi olimpici di Pechino, la seconda a Crans Montana all’evento dell’orologiaio sponsor dei reduci del programma Apollo) e l’ho intervistato, chiedendogli appunto lumi su quella vicenda.

La sua risposta – potete andare a ripescare il post dedicato, storia di qualche anno fa – fu in apparenza ambigua ma in realtà illuminante. La domanda fu: “Ha visto qualcosa di strano?”. La risposta: “No, non ho visto qualcosa di strano. Ho solo pensato che fosse strano che quell’oggetto fosse lì”. L’equipaggio di Apollo 11 riteneva – sempre che la racconti giusta – si trattasse di uno stadio del Saturno V che andava ormai alla deriva, ma il centro di controllo di Houston escluse che fosse un pezzo del razzo.

 

Su Marte ci fu un lago che si essiccò più volte

In passato nel cratere Gale di Marte ci fu un lago che si riempì e si prosciugò più volte, come succede per alcuni laghi terrestri. Lo dimostrano i dati raccolti dal rover Curiosity.

Una ricostruzione di come si sarebbe mostrato il cratere Gale circa 3,5 miliardi di anni fa.|NASA

Una ricostruzione di come si sarebbe mostrato il cratere Gale circa 3,5 miliardi di anni fa.|NASA

Sono trascorsi poco più di 2.030 giorni da quando il rover della NASA Curiosity è atterrato all’interno del cratere Gale di Marte e le prove che un tempo il cratere stesso fosse pieno d’acqua si fanno sempre più concrete. All’inizio del 2017 i geologi che lavorano per il Jet Propulsion Laboratory della NASA avevano annunciato la scoperta di strutture che sembravano il il risultato dell’essiccazione di un suolo in seguito al ritiro dell’acqua e che si erano successivamente fossilizzate. Dovrebbero risalire a 3/3,5 miliardi di anni fa.

Lo scetticismo iniziale. Ma i dubbi furono molti e queste conclusioni non furono accettate dall’intera comunità scientifica che studia la morfologia del Pianeta Rosso.

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