Category Archives: Nasa

Buzz Aldrin prima riparla dell’Ufo dell’Apollo 11 e poi supera il test della macchina della verità…

Che cosa sarà mai? Scherzi dell’età ormai avanzata (ha 88 anni) oppure la voglia di togliere i lacci a un segreto probabilmente imposto ma sul quale lui e altri colleghi hanno puntato qua e là i riflettori? La domanda riguarda Buzz Aldrin, che al netto di teorie complottiste e negazioniste tuttora esistenti è stato il secondo umano a passeggiare sulla Luna, preceduto da Neil Armstrong (che a differenza sua ci ha già lasciato). Buzz è uno di quelli che nei ricordi della missione del 1969 con Apollo 11 ha fatto filtrare il concetto di un avvistamento inspiegabile (dunque, per definizione, di carattere ufologico) nel momento in cui capsula e modulo di comando, con il prezioso “bagaglio appresso” del Lem destinato all’allunaggio, lasciava la Terra e si indirizzava al suo satellite naturale. Ho conosciuto Aldrin, l’ho incontrato due volte (la prima ai Giochi olimpici di Pechino, la seconda a Crans Montana all’evento dell’orologiaio sponsor dei reduci del programma Apollo) e l’ho intervistato, chiedendogli appunto lumi su quella vicenda.

La sua risposta – potete andare a ripescare il post dedicato, storia di qualche anno fa – fu in apparenza ambigua ma in realtà illuminante. La domanda fu: “Ha visto qualcosa di strano?”. La risposta: “No, non ho visto qualcosa di strano. Ho solo pensato che fosse strano che quell’oggetto fosse lì”. L’equipaggio di Apollo 11 riteneva – sempre che la racconti giusta – si trattasse di uno stadio del Saturno V che andava ormai alla deriva, ma il centro di controllo di Houston escluse che fosse un pezzo del razzo.

 

Su Marte ci fu un lago che si essiccò più volte

In passato nel cratere Gale di Marte ci fu un lago che si riempì e si prosciugò più volte, come succede per alcuni laghi terrestri. Lo dimostrano i dati raccolti dal rover Curiosity.

Una ricostruzione di come si sarebbe mostrato il cratere Gale circa 3,5 miliardi di anni fa.|NASA

Una ricostruzione di come si sarebbe mostrato il cratere Gale circa 3,5 miliardi di anni fa.|NASA

Sono trascorsi poco più di 2.030 giorni da quando il rover della NASA Curiosity è atterrato all’interno del cratere Gale di Marte e le prove che un tempo il cratere stesso fosse pieno d’acqua si fanno sempre più concrete. All’inizio del 2017 i geologi che lavorano per il Jet Propulsion Laboratory della NASA avevano annunciato la scoperta di strutture che sembravano il il risultato dell’essiccazione di un suolo in seguito al ritiro dell’acqua e che si erano successivamente fossilizzate. Dovrebbero risalire a 3/3,5 miliardi di anni fa.

Lo scetticismo iniziale. Ma i dubbi furono molti e queste conclusioni non furono accettate dall’intera comunità scientifica che studia la morfologia del Pianeta Rosso.

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Perché gli USA vogliono tornare sulla Luna

La nuova politica spaziale della Casa Bianca mira a inviare equipaggi umani sul nostro satellite e a mandare astronauti su asteroidi

L’uomo tornerà sulla Luna. Anzi, molto probabilmente, visto il cambiamento socio culturale in corso, il prossimo astronauta a mettere piede sul nostro satellite sarà quasi sicuramente una donna.

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1000 asteroidi in avvicinamento, NASA lancia una ‘missione impellente’

Ecco il video degli asteroidi in avvicinamento della NASA. Questi sono pericolosi per il nostro pianeta?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dall’inizio di febbraio sono state molte le notizie di stampo astronomico che sono diventati virali in rete. Basti pensare alla Superluna, che ha fatto temere a molti religiosi che l’apertura del Sesto Sigillo e la conseguente fine del mondo si stesse approssimando. Ma nelle ultime ore un’altra notizia riportata dal The Express ed altre testate anglofone analoghe sta ottenendo la viralità in rete. La #NASA (National Aeronautics and Space Administration) ha infatti tracciato 1000 asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra e conseguentemente ha creato un programma per tenere al sicuro il nostro pianeta. La missione si chiama ARM (Asteroid Redirect Mission).

500 giorni nello Spazio (e nessuno dice nulla)

Un disegno della navetta della Nasa.

Un disegno della navetta della Nasa.

Il 20 maggio 2015 l’Aeronautica Militare degli Stati Uniti lanciava per la quarta volta nello Spazio il velivolo senza equipaggio X-37BH .

Era la quarta missione della navetta, segreta, come tutte le altre.

Oggi, 500 giorni dopo, il velivolo continua a orbitare attorno alla Terra: fuori dagli ambienti militari, nessuno sa che cosa stia facendo lassù e per quanto tempo rimarrà ancora in orbita. Le ipotesi e le storie attorno all’X-37BH sono sempre più numerose, alimentate anche dai più disparati complottismi: chi vuole che sia l’ennesimo satellite spia, chi uno strumento per interferire con i segnali di satelliti spia di altre nazioni o per distruggerli, chi ritiene che abbia qualcosa a che fare con la prima stazione spaziale cinese (ora allo sbando).

Tra i tanti, non potevano mancare anche coloro che sostengono che sia una navetta per il controllo di Ufo che arrivano dallo spazio profondo

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Pianeti ricchi di acqua attorno a Trappist-1: potrebbero ospitare vita

Su questi mondi rocciosi che orbitano attorno alla stella ad appena 40 anni luce da noi, cresce la speranza che esista anche un’atmosfera che, almeno per alcuni, potrebbe significare condizioni adatte all’esistenza di forme di vita. Grazie ai dati raccolti ora sappiamo di più sulla loro massa e composizione

(Credits: spacetelescope.org)

(Credits: spacetelescope.org)

C’E’ tanta acqua sui pianeti attorno alla debole Trappist-1, la stella ad appena 40 anni luce da noi, che ospita un sistema solare composto da almeno sette esopianeti. Qualcuno forse ne ha molta di più di quella che abbiamo sulla Terra. Grazie agli occhi del Very large telescope dell’Eso (lo European southern observatory in Cile) e del telescopio spaziale Hubble e Spitzer della Nasa, ora sappiamo molto di più sulla massa e composizione dell’atmosfera di questi mondi, in fondo non così lontani.

Finalmente disponibili le immagine dell’UFO avvistato durante la missione Gemini IV

UNA FOTO SCATTATA DURANTE LA MISSIONE GEMINI IV CON L’OGGETTO MISTERIOSO

Gli astronauti e gli Ufo. Ne abbiamo parlato nell’ultimo articolo pubblicato sul blog, citando un lungo elenco di incontri ravvicinati con strani oggetti e di fenomeni inspiegabili che hanno avuto come testimoni proprio i protagonisti dell’esplorazione spaziale. Tra loro, anche James McDivitt, comandante della quarta missione Gemini lanciata dalla NASA il 3 giugno 1965- che vide e fotografò qualcosa di anomalo. Solo ora, però, a distanza di oltre 50 anni, quelle immagini sono pubbliche, anche se  destano qualche perplessità.

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Voyager 1 riaccende i motori dopo 37 anni

Ai confini del Sistema solare (un po’ più in là) la sonda lanciata nel 1977 potrà riallineare l’antenna con la Terra con impulsi dei razzi direzionali della durata di millisecondi. Riattivato un software obsoleto

Se si lascia un’auto 37 anni in garage a 200 gradi sottozero, pretendere che parta al primo colpo sarebbe considerato impossibile. Ma per Voyager 1 (quasi) nulla è impossibile. Martedì scorso, ma si è saputo solo sabato, la Nasa ha inviato un comando per accendere per alcuni millesimi di secondo i razzi direzionali della sonda lanciata 40 anni fa, precisamente il 5 settembre 1977. E Voyager 1, che si trova a 21 miliardi di chilometri dalla Terra, appena oltre quello che è considerato il confine del Sistema solare, ha risposto: ha eseguito il comando senza problemi e inviato l’ok al centro di controllo a Pasadena, in California, ricevuto 19 ore e 35 minuti dopo.

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L’ultimo segreto della Luna: ‘Il suo interno è ricco di acqua’

Si nasconderebbe in perline di vetro formatesi in antiche eruzioni vulcaniche. Se confermata, la scoperta pubblicata su Nature Geoscience rivoluzionerà i progetti di colonizzazione del satellite della Terra. E costringerà a rivedere le teorie sulla sua formazione

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