Monthly Archives: gennaio 2014

Sconcertanti anomalie da Google Earth: base segreta sulla Luna e un’antica tomba su Marte?

Google Earth è la preziosa applicazione creata dal colosso di Mountain View con la quale possiamo osservare con incredibile dettaglio le immagini satellitari della superficie del pianeta Terra. Il programma, inoltre, dà la possibilità di poter osservare anche la superficie di Luna e Marte. E’ proprio qui che i cacciatori di anomalie hanno scoperto due curiose immagini.
 

Nell’era contemporanea, che molti definiscono ‘società dell’immagine’, grazie all’avvento di Internet, abbiamo la possibilità di accedere ad una quantità incredibile di dati, comodamente seduti davanti al nostro PC.

Tra le tante informazioni possibili, ci sono immagini che ritraggono i luoghi più inaccessibili alla nostra esperienza sensoriale.

Grazie ad un’applicazione come Google Earth, ogni utente della rete può accedere a fotografie satellitari che, fino a poco tempo fa, erano appannaggio solo di pochi addetti ai lavori. Per di più, l’applicazione rende disponibili i rilievi fotografici di due corpi celesti a noi molto cari, Luna e Marte.

Scandagliano meticolosamente le immagini (semi)tridimensionali offerte dall’applicazione di Google, alcuni utenti scovano continuamente immagini che sembrano contraddire quanto sappiamo della storia evolutiva del nostro pianeta e dei due corpi celesti a noi più vicini. Le ultime osservazioni mostrerebbero una ‘colonia extraterrestre’ sulla Luna e una struttura artificiale su Marte, molto simile ad antichi tumuli funerari presenti sul nostro pianeta.

No tags for this post.

Qualcuno fa causa alla NASA per aver trascurato “prove” di vita su Marte

Immagine della roccia comparsa vicino al rover Opportunity. Credit: NASA/JPL
Immagine della roccia comparsa vicino al rover Opportunity. Credit: NASA/JPL

Immagine della roccia comparsa vicino al rover Opportunity. Credit: NASA/JPL

Ricorderete forse che abbiamo parlato di una roccia strana comparsa vicino al rover Opportunity, su Marte. Le spiegazioni non mancano, e si va dalla possibilità che sia stata smossa dal rover stesso e la vediamo così diversa in colore perché la superficie sotto non era esposta alla luce da miliardi di anni ( questa è la spiegazione ora più probabile, anche perché è stata trovato il buco da cui si pensa si sia staccato il pezzo), fino alla possibilità che sia caduta per via di una scossa del terreno (o per via di un impatto o per un terremoto).

Ma il fatto che non sappiamo con certezza quali di questi processi plausibili abbia portato li questa roccia, non significa che potrebbe benissimo trattarsi di vita extraterrestre! Anche perché gli scienziati hanno già fatto analisi mineralogiche su questa roccia, e siamo assolutamente sicuri che sia una roccia. Ma non tutti sembrano convinti.

Rhwan Joseph è uno che si è auto-proclamato scienziato e ricercatore e pubblica su un giornale online privo di revisione scientifica e pieno di spazzatura di ogni tipo, chiamato Journal of Cosmology.

Le sue ipotesi vanno da complotti riguardo alle torri gemelle fino a complotti sugli alieni e in questo caso dice di avere solide prove che quella roccia è in realtà un segno di forme di vita. Secondo lui la NASA però ha trascurato volutamente queste prove, e così ha deciso di far causa all’ente spaziale, chiedendo allo stato di ascoltare le sue prove ed obbligare la NASA a esaminare in dettaglio questo campione.

Campione roccioso osservato da varie angolazione dagli scienziati della NASA. Questo che vedete è un modello 3D ricostruito in base ai dati ricavati. Credit: NASA/JPL. Elaborazione degli utenti flickr 2di7 & titanio44.

Campione roccioso osservato da varie angolazione dagli scienziati della NASA. Questo che vedete è un modello 3D ricostruito in base ai dati ricavati. Credit: NASA/JPL. Elaborazione degli utenti flickr 2di7 & titanio44.

La causa è stata indetta ieri in un tribunale della California e tira in ballo la NASA ed in particolare, il suo amministratore: Charles Bolden. Formalmente viene richiesto che “la NASA esegua il suo dovere statutario, scientifico e pubblico; che in questo caso è fotografare ed analizzare scientificamente in dettaglio questo possibile organismo biologico.”
Joseph spiega che quando lui ha analizzato le foto, ingrandendo ha scoperto segni chiari di una germinazione da spore. Secondo la sua ipotesi, la roccia è sempre stata li, ed è cresciuta dal terreno ed è per questo che è improvvisamente diventata visibile.

“Il rifiuto di scattare fotografie ravvicinate da vari angoli ed il rifiuto di scattare immagini al microscopio dell’organismo, come il rifiuto di rilasciare fotografie in alta risoluzione, è inspiegabile, negligente e bizzarro” spiega l’accusatore.

Immagine della roccia comparsa davanti al rover. Composizione a colori alterati, in modo da evidenziare meglio le rocce di diversa composizione minerale. Credit: NASA/JPL

Immagine della roccia comparsa davanti al rover. Composizione a colori alterati, in modo da evidenziare meglio le rocce di diversa composizione minerale. Credit: NASA/JPL

 

Animazione mostra prima e dopo sulla superficie di Marte dov'è comparsa la roccia. Notate che ci sono anche altri piccoli frammenti comparsi intorno. Credit: NASA/JPL

Animazione mostra prima e dopo sulla superficie di Marte dov’è comparsa la roccia. Notate che ci sono anche altri piccoli frammenti comparsi intorno. Credit: NASA/JPL

Vista al microscopio della roccia intrigante comparsa vicino a Curiosity. Credit: NASA/JPL

Vista al microscopio della roccia intrigante comparsa vicino a Curiosity. Credit: NASA/JPL

Joseph dice di aver contattato molte persone ingaggiate presso la NASA chiedendo loro di fornirgli nuove prove, ma non hanno mai risposto. Per questo, furioso con l’ente spaziale, ha deciso di portare il dibattito in tribunale, portando avanti le seguenti richieste:

” A) Scattare 100 fotografie ravvicinate ad alta risoluzione del campione identificato il Sol (giorno marziano) 3540, da varie angolazioni, da tutti i lati e da sopra, guardando dentro il centro del campo, con la giusta luce per minimizzare il bagliore.
B) Scattare almeno 24 immagini microscopiche dell’esterno del campione, del labbro, le pareti e l’interno, sotto giusta luce.
C) La NASA ed il team che guida il rover devono rendere pubblici i dati e fornire a Joseph tutto il materiale in alta risoluzione come richiesto nei punti A e B.”

Non c’è ancora una risposta ufficiale in merito, ma non c’è molto da dire. Gli scienziati hanno già esaminato il campione e si tratta di una roccia. E’ battezzata Pinnacle Island e gli scienziati sono già interessati a studiare in dettaglio i risultati delle indagini mineralogiche perché sembra avere una composizione diversa dalle rocce intorno. Il punto è che non c’è però alcun segno di attività o interesse biologico, e se anche ci fossero, nessuno più di loro, dopo 10 anni di viaggi ed indagini su Marte, sarebbe più che entusiasta di dirlo al mondo.
Per quanto riguarda invece Joseph e le sue assurde pretese, lascio a voi l’ardua sentenza. [fonte]

Se volete divertirvi a leggere l’intera trascrizione del processo, la trovate di seguito:

NASA Lawsuit

http://www.popsci.com/article/science/lawsuit-alleges-nasa-failing-investigate-alien-life?src=SOC&dom=fb

http://brainmind.com/Brain5.html

http://www.link2universe.net/2014-01-18/la-roccia-comparsa-dal-nulla-su-marte-accanto-al-rover-opportunity/

http://www.telegraph.co.uk/science/space/10594511/Scientists-closer-to-solving-Mars-rock-mystery-says-Nasa-expert.html

No tags for this post.

Nuovo ufo avvistato in Abruzzo

 

Il C.UFO.M., centro di ricercatori ufo ed abbreviativo di Centro Ufologico Mediterraneo, comunica che in data 19 novembre 2013, all’incirca alle ore 18 e 30, uno strano oggetto volante non identificato è stato avvistato e le sue evoluzioni impresse in un video, a Lecce nei Marsi in provincia dell’Aquila.

I testimoni erano intenti a parlare, quando la loro attenzione veniva catturata da quello che a tutti gli effetti appariva un ufo a forma triangolare, a quota molto bassa, stimato addirittura di 50 metri per ogni lato, mentre le tre luci ai vertici apparivano bianche. L’ovni, acronimo di oggetto volante non identificato, non emetteva alcun rumore in un silenzio surreale in questa incantevole località immersa nel Parco nazionale degli Abruzzi, a circa 100 km dall’Aquila e a quasi 1000 metri sul livello del mare. Il tempo era buono. I testimoni hanno riferito agli inquirenti del C.UFO.M. che da quelle parti, transitano non molto spesso dei velivoli, ma quello da loro ripreso appariva loro decisamente anomalo.

Alcune volte l’ufo dava la sensazione di essere fermo. Il dato di fatto che ha colpito i testimoni è che prima del 18 novembre l’ovni non si era mai visto ma, successivamente si è palesato anche altre volte. Angelo Carannante, massimo esponente nonché Presidente del C.UFO.M., alla ricezione del filmato mandatogli da colui che l’ha girato, ha valutato, ad una prima visione, il caso meritevole di ogni approfondimento. Dopo la prima fase delle indagini, tuttora in corso, sono state tirate alcune conclusioni che sono visibili sul nuovo sito del C.UFO.M. all’indirizzo solito www.centroufologicomediterraneo.it.

Anche su Twitter e sulla pagina ufficiale face book e su altri social network è possibile consultare articolati servizi sull’evento ufo. Rispetto agli ultimi avvistamenti, complice la forte impronta tecnologica, questa volta in questa prima fase il video è disponibile non su youtube (dove si potrà vedere in un secondo momento), ma proprio sul citato sito. Per ora si tratta di un video trailer molto suggestivo. Tra alcuni giorni si potrà vedere la versione più ampia proprio su youtube. Le ipotesi non mancano. Potrebbe trattarsi di un drone di ultima generazione che, tra l’altro, sono estremamente silenziosi. Sembrano da escludersi altri velivoli convenzionali. Ci sono alcune fasi del video che mostrano comportamenti dell’’ufo o presunto tale, molto curiosi ed inusuali. Carannante ed il suo staff predicano massima prudenza, anche perché l’approfondimento del caso è ancora in corso. Insomma non è detto che si tratti di un ufo, ma i sospetti sono forti. [fonte]

No tags for this post.

Oggetti volanti non identificati in un arazzo del Medioevo?

‘Il Trionfo dell’estate’ è un arazzo prodotto nel 1538 d.C. Nella città di Bruges, Belgio. L’opera rappresenta l’ascesa vittoriosa di un sovrano al potere. Tuttavia c’è qualcosa di molto insolito raffigurato nell’arazzo, che facilmente potrebbero passare inosservati e che ricordano la forma dei classici ‘dischi volanti’ resi popolari dai mass media.

 
No tags for this post.

Stati Uniti – Persone svaniscono nel nulla e ricompaiono dopo giorni (con video)

 

Una notizia sta girando a valanga in rete e sembra sia trapelata da pochi giorni, avere origini un poco più indietro nel tempo, ed andare avanti ormai da un poco, si tratta di sparizioni multiple di persone singole, di gruppi di 2-3-4 soggetti o addirittura in alcuni casi, di sparizioni di massa di 20-30 persone, che vengono ritrovate in molti casi (non tutti) a distanza di giorni, proprio nei luoghi dove essi erano precedentemente spariti, come non gli fosse mai successo nulla. I “Missing” vengono trovati con gli stessi vestiti che indossavano alla sparizione, ben puliti ed addirittura stirati e con le pieghe degli abiti. Nei luoghi dove queste presunte vittime riappaiono, gli inquirenti avevano abbondantemente cercato in precedenza e senza alcun esito. Questi luoghi a quanto pare, da indagini risultano essere sempre gli stessi, ovvero si trovano pressappoco nella stessa area di uno Stato dell’Unione, e sembra che di questi luoghi ne esistono circa due dozzine. Al momento la notizia non ha alcun senso ed apre molti scenari, sicuramente non trascurabile quello delle fenomeno dei rapimenti alieni (abduction). [fonte]

No tags for this post.

Is This A Chemtrail Bomb Or Targeted UFO?

The uploader of this video claims this is a chemtrail bomb dropped over a populated city, as you can see from the footage the object does explode releasing some sort of liquid.

Resized-RGP7C

Resized-YZRUJ

 
It could also be a UFO, targeted by some kind of electro-magnetic weapon, this does not explain the liquid release however, not unless the weapon used vaporized the object and its occupants. Strange video, whatever it may be.

No tags for this post.

L’antico manufatto tecnologico che potrebbe riscrivere la storia dell’umanità

Sin da quando sono state scoperte, le piramidi d’Egitto, agli occhi dei ricercatori occidentali, sembravano sfidare le capacità tecnologiche e ingegneristiche si una cultura tanto primitiva.

Negli ultimi anni, numerose scoperte di enigmatici artefatti hanno portato un numero sempre crescente di studiosi a sostenere che gli antichi egizi erano forniti di conoscenze tecnologiche molto più avanzate di quanto si pensasse, fino a sostenere la possibilità, tanto cara ai Teorici degli Antichi Astronauti, di essere venuti a contatto con intelligenze non terrestri in visita sul nostro pianeta nella notte dei tempi.

Anche se questa affermazione è assolutamente negata dalla comunità scientifica moderna, nessuno può negare che gli egiziani siano riusciti a realizzare opere tecnologiche che, almeno per quanto ne sappiamo, sfidano le possibilità concrete del periodo nel quale fiorì la loro civiltà.

Tra gli artefatti di questo genere c’è ne uno molto particolare conosciuto come il ‘Disco di Scisto’, un oggetto circolare realizzato circa 5 mila anni fa e che sembra essere il componente di un antico, quanto sconosciuto, dispositivo avanzatissimo.

L’oggetto fu rinvenuto a Saqqara nel gennaio del 1936 dall’egittologo Brian Walter Emery, durante lo scavo della tomba del principe Sabu, figlio del Faraone Aneddzhiba, quinto sovrano della prima dinastia dell’antico Egitto), chiamato ‘Stella della Famiglia di Horus’.

No tags for this post.

Siamo su Marte, oppure siamo a Pompei?

Da Rocknest, il rover Nasa Curiosity ha eseguito una serie di foto panoraiche di Marte che opportunamente assemblate hanno permesso di ottenere una successiva panoramica a 360° con una definizione di un miliardo di pixel. L’immagine navigabile si trova a questo indirizzo. Vi propongo alcune immagini che ho ritagliato dal mosaico sulle quali ritengo sia obbligatoria una riflessione. La più appariscente è quella di un essere umano – avete capito bene, un essere umano, homo sapiens sapiens – che giace prono. La posa del corpo è caratteristica di una persona che nell’imminenza della morte cerca istintivamente di proteggere il capo con le braccia. Ho accostato alla foto quelle di due calchi in gesso provenienti da Pompei che ci restituiscono la vivida corporeità di due vittime dell’eruzione del Vesuvio nello spasimo della morte. Come potete constatare voi stessi, non si notano differenze sostanziali. Che dire? Certamente quando le immagini custodiscono un messaggio così completo, è difficile aggiungere alcunché. Rimane soltanto da stabilire se l’essere ritratto nella foto sia un fossile o un corpo mummificato. Azzardo a dire che è entrambe le cose.

Supponiamo che un evento tanto catastrofico quanto improvviso abbia colpito Marte in un tempo indeterminato della sua lunga storia strappando via l’atmosfera e l’acqua in pochi secondi, tanto che ogni essere vivente, privato dell’habitat, sia rimasto fotografato nel momento della morte, come a Pompei Non conoscendo con esattezza quale possa essere stato l’evento, non so individuare il processo che ha permesso di conservare i corpi. Parlo al plurale, perché l’area sottostante Rocknest è prodiga di enigmi alcuni dei quali mi permetto di sottoporvi. Li ho raccolti in quattro collage: 1) sculture, 2) oggetti, 3) animali, 4) costruzioni. Alcuni già li conoscete come la testa di cavallo e la statua dal volto felino; ne ho selezionati altri per sottoporli alla vostra riflessione, perché esaminando le immagini trasmesse dal rover nei mesi successivi, non è più apparso nulla di paragonabile.

Difficile sostenere che si tratti, nella totalità, di pareidolie, perché, sul piano statistico, è difficile che si manifestino così numerose nello stesso luogo, mentre in altri luoghi siano completamente assenti. La riflessione che vi richiedo è anche una provocazione nei confronti della Nasa che ben conosce quel luogo, ancor prima  che vi scendesse la sonda Curiosity, tanto da averlo selezionato con il pretesto di studiare la stratigrafia del Monte Sharp. Guarda caso però, prima di raggiungere l’obiettivo,  il rover si attarda su Rocknest e di lì trasmette per vari giorni decine di foto ad altissima definizione. Da che cosa è attratto? O meglio: di che cosa cerca la conferma? Un’ultima notazione: a lato del mosaico della Nasa sono presenti numerose miniature che linkano luoghi e oggetti caratteristici. Oltre a un oggetto brillante riconosciuto come un frammento del paracadute della sonda, vengono anche segnalate una pietra a “forma di disco” e una formazione rocciosa a “forma di uccello”, cose tra l’altro del tutto secondarie, se non svianti. Viene perciò il sospetto che con questo suggerimento la Nasa voglia tracciare una linea guida cui l’osservatore è invitato ad attenersi.

Come se ci dicesse: badate bene che qualsiasi altra anomalia potesse apparire ai vostri occhi è soltanto la “forma di” qualcosa ma non la cosa in sé, o al più un oggetto proveniente dalla sonda. Conclusione: quanto la Nasa è disposta a pagare in termini di credibilità davanti  all’opinione pubblica, continuando a negare ciò che non è più un sospetto ma un’evidenza? Quousque tandem?

Post scriptum – Dico anche la mia sulla questione della pietra che prima c’era e che poi è apparsa. E se invece di una pietra fosse un’infiorescenza o una colonia di microorganismi sul tipo delle muffe? Ho controllato le foto originali e combina tutto. La pietra in questione non era nei dintorni perché la prima foto ha un campo visivo più ampio della seconda e non si nota da nessuna parte; quindi deve aver…camminato per qualche metro prima di arrivare lì. Poverina, quanto avrà faticato![fonte]

 

No tags for this post.
Gli Alieni Tra Noi is Spam proof, with hiddy