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Nuovo misterioso ‘lampo radio’ dall’Universo remoto

Credit: Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME)

Credit: Canadian Hydrogen Intensity Mapping Experiment (CHIME)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo strumento canadese Chime ha rilevato un segnale anomalo, di appena due millisecondi, a una frequenza mai registrata prima. Si tratta di un “fast radio burst”, associati a eventi di grande potenza come buchi neri o supernove, ancora difficili da interpretare. Anche l’ipotesi “alieni” non può essere esclusa

Rilevato un segnale anomalo proveniente dalla Via Lattea

L’emissione è stata registrata dal telescopio Fermi. Potrebbe essere una traccia di materia oscura oppure provenire da un gruppo sconosciuto di pulsar

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL LARGE Area Telescope, strumento italiano installato sul telescopio spaziale Fermi, ha registrato un’emissione anomala proveniente dal cuore della Via Lattea. Per i ricercatori potrebbe arrivare dall’annichilazione di particelle di materia oscura oppure segnalare la presenza di un ampio gruppo ancora sconosciuto di pulsar, le stelle di neutroni che emettono onde radio a intervalli regolari.

L’astrofisico cambia la storia dell’universo: “Non siamo soli” Le prove decisive sulla vita aliena

Ufo, l’astrofisico Andrea Tiengo sugli extraterrestri: “Sarebbe strano che non ci fossero”

Da sempre l’uomo cerca una risposta definitiva all’ipotesi se ci sia vita intelligente fuori dal pianeta Terra. Che possa esistere vita extraterrestre “è molto probabile”, secondo il prof. Andrea Tiengo, che insegna astrofisica alla Scuola universitaria superiore Iuss di Pavia. Finora però gli esperti hanno una sola certezza: che un essere umano li abbia potuti mai incontrare è impossibile.

Ufo: il 2017 è stato l’anno dei dischi volanti in Italia. Pubblicato il dossier

Lo afferma il presidente del Centro ufologico Mediterraneo (Cufom) Angelo Carannante. Gli avvistamenti, documentati da foto e filmati vagliati e sottoposti a indagine dagli specialisti del Centro provengono da tutte le regioni italiane
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
C’è stato un gran via vai di oggetti non identificati, i celebri Ufo o Ovni che dir si voglia, nei cieli d’Italia durante questo 2017.
 

Ufo, l’astrofisico Andrea Tiengo sugli extraterrestri: “Sarebbe strano che non ci fossero”

 

 

 

 

 

 

 

Da sempre l’uomo cerca una risposta definitiva all’ipotesi se ci sia vita intelligente fuori dal pianeta Terra. Che possa esistere vita extraterrestre “è molto probabile”, secondo il prof. Andrea Tiengo, che insegna astrofisica alla Scuola universitaria superiore Iuss di Pavia. Finora però gli esperti hanno una sola certezza: che un essere umano li abbia potuti mai incontrare è impossibile.

Stazione spaziale Cinese, caduta per le ore 11,30 – possibili frammenti in Italia

Nelle ultime ore brillerà come la stella Vega. Fino alla fine sarà impossibile sapere se e dove i suoi frammenti cadranno sulla Terra. L’Italia dall’Emilia in giù rientra comunque fra le zone “non escluse”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA STAZIONE spaziale cinese Tiangong 1 sta “ruzzolando” verso la Terra, ruotando e oscillando in modo irregolare, tanto da far slittare di qualche ora le previsioni per il rientro, che restano comunque incentrate sul primo aprile. Nella riunione di venerdì pomeriggio alla Protezione Civile, la stima dell’orario è intorno alle 11.26, con una finestra di incertezza di circa 12 ore, Le previsioni sono comunque soggette a continui aggiornamenti. La probabilità che uno o più frammenti colpiscano l’Italia sono dello 0,2%. Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni potenzialmente interessate.

Nel frattempo questo veicolo spaziale in caduta libera si prepara a dare spettacolo con l’ultimo passaggio visibile dall’Italia, soprattutto dalle regioni meridionali, e l’appuntamento per osservarla al meglio è alle 5:50 di sabato 31 marzo, quando sarà brillante nel cielo come la stella Vega. “La stazione Tiangong1 continua a ruotare in modo irregolare”, ha detto Claudio Portelli, dell’ufficio Space Situational Awareness dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Tiangong 1, ossia il ‘Palazzo celeste’ che è stato la prima stazione spaziale cinese, si trova adesso a circa 190 chilometri dalla Terra e l’impatto nell’atmosfera dovrebbe avvenire quando il veicolo sarà alla quota di 120 chilometri: “Sarà difficile inquadrare quel momento con i radar – ha detto ancora Portelli – e da allora resteranno 45 minuti per calcolare il punto in cui avverrà il rientro”. La caduta della cinese Tiangong-1 viene seguita costantemente dagli scienziati dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) attraverso i radiotelescopi della “Croce del Nord” di Bologna, del “Sardinia Radio Telescope di San Basilio in Sardegna e dei radar del Poligono del Salto di Quirra a Cagliari.

Tiangong-1, caccia al modulo cinese fuori controllo. In Italia intercettate le ‘curve di luce’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I ricercatori della Sapienza di Roma hanno avvistato i segnali che possono aiutare a predire l’orientamento prima dell’impatto sulla Terra, previsto entro marzo. In orbita il satellite dovrebbe disintegrarsi a una distanza di 70 chilometri

L’asteroide grande come un aereo sfreccerà vicinissimo alla Terra

Credits: By Tomruen via Wikimedia Commons [CC BY-SA 4.0]

Credits: By Tomruen via Wikimedia Commons [CC BY-SA 4.0]

SARA’ un puntino che corre tra le stelle, fioco ma ben visibile anche con un piccolo telescopio. L’asteroide che passerà a salutarci questa sera ha le dimensioni di un aeroplano ma sfreccerà molto più veloce (7,3 chilometri al secondo, più di 26.000 all’ora) e molto vicino al nostro pianeta. Anche se non è una quota da volo civile, i 65.000 chilometri che ci separeranno quando si troverà nel punto più vicino sono davvero poca cosa rispetto alle distanze spaziali.

Attorno alle 23.30 del 9 febbraio CB (il suo nome) si troverà dunque a un quinto della distanza tra noi e la Luna, un buon motivo per tenerlo d’occhio, per vederlo basterà un piccolo telescopio, anche un modello amatoriale. Anche se non c’è nessun rischio che si tuffi dentro l’atmosfera terrestre, oggetti di questo tipo sono tenuti sotto stretta sorveglianza per poter prevenire, un giorno, l’arrivo di qualcosa veramente rischioso per la vita sulla Terra. “Questi incontri ravvicinati, se da un lato non pongono alcuna minaccia di collisione con la Terra, sottolineano quanto sia importante il monitoraggio del cielo, al fine di censire anche i corpi più modesti”, commenta Gianluca Masi, astrofisico, responsabile scientifico del Virtual Telescope Project che è anche Coordinatore per l’Italia dell’Asteroid Day. “Negli ultimi anni, abbiamo la sensazione di un crescente numero di passaggi ravvicinati, che dipende solo dalla nostra migliorata capacità di avvistarli, anche quando di piccole dimensioni”, prosegue l’astrofisico.

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