Monthly Archives: ottobre 2014

X-37B: teorie sulla missione segreta del misterioso aereo senza equipaggio

Dopo aver trascorso quasi due anni in orbita per una missione segreta, il misterioso aereo spaziale X-37B della US Air Force è atterrato lo scorso 17 ottobre nella base dell’Air Force di Vandenberg, California. Il veicolo spaziale senza equipaggio è rimasto in orbita per 675 giorni, ma molto poco si sa sul reale scopo della sua missione.

Dopo quasi due anni di volo orbitale, l’X-37B, il veicolo senza equipaggio della US Air Force, è rientrato lo scorso 17 ottobre dalla sua terza missione nello spazio alla base di Vandenberg, California.

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Blue Planet Project: Il mondo degli ufo

Blue Planet Project?

Il Project Blue Book, fu l’ultimo di una serie di studi sistematici condotti dell’aeronautica militare statunitense (USAF), tra il 1947 e il 1969, sugli avvistamenti di oggetti volanti non identificati (UFO) nel territorio statunitense e in buona parte delle Americhe e dell’Europa.

Lo scopo delle indagini era quello di determinare se gli UFO costituissero una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti e, in subordine, di classificare e analizzare scientificamente tutti i dati raccolti dall’aeronautica statunitense sul fenomeno. Avviato nel 1951, il progetto Blue Book venne formalmente concluso il 17 dicembre 1969 dopo aver indagato 12 618 casi di avvistamento, 701 dei quali (poco più del 5%) rimasero classificati come “non identificati”.

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Nasa shock: catturato UFO nello spazio?

Il video pubblicato dall’Ente Nazionale americano per le attività Spaziali e Aeronautiche ha creato frenesia in Rete perché sembra aver catturato, per pochi secondi, un oggetto misterioso alle spalle degli astronauti.

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Annuncio apocalittico di un ricercatore al convegno

“Un gigantesco pianeta che sta per entrare nel nostro sistema solare”. Lo ha annunciato il medico e ricercatore, direttore del portale internet “Segni dal Cielo”, Massimo Fratini, è intervenuto nella seconda parte del convegno “C’è vita nell’universo?”, organizzato da Accademia Kronos. Fratini ha mostrato ai presenti foto inedite di un gigantesco pianeta che, per l’appunto, starebbe per entrare nel nostro sistema solare; foto scattate da due speciali telescopi orbitanti Nasa. “Foto al momento tenute nascoste dalle autorità mondiali al fine di non gettare nel panico la gente”, ha spiegato Fratini. Che ha proseguito: “Ora si capisce perché in tutto il mondo, escluse alcune nazioni come l’Italia, si stanno costruendo giganteschi rifugi sotterranei per centinaia di migliaia di persone”. Lo studioso ha aggiunto anche che il Vaticano sarebbe al corrente di questa situazione, “tant’è che ha costruito un telescopio a raggi infrarossi in Antartide”. Zona del pianeta questa, secondo Fratini, dove questo gigantesco corpo celeste si può già vedere. Secondo Fratini, sia la grande crisi economica mondiale, che ebola e la guerra contro il Califfato Islamico, sono aspetti costruiti ad arte per distrarre il popolo della Terra e questo per evitare che si possa invece indagare sul vero rischio che tra qualche anno correrà il nostro pianeta. Prima delle profezie abbastanza inquietanti di Fratini, nella prima parte dell’incontro c’era stato l’intervento del presidente di AK, Ennio La Malfa, il quale ha illustrato il percorso della scienza dal 1950 ad oggi per giungere all’affermazione definitiva che solo nella nostra galassia, grazie ai vari telescopi orbitanti, si sono scoperti già 320 sistemi solari che al loro interno hanno pianeti alcuni dei quali con le caratteristiche della Terra. Oltre a ciò si è riferito dell’esperimento effettuato alcuni anni fa tra la Nasa e l’Università della Tuscia circa la capacità dei muschi e delle alghe unicellulari di resistere nello spazio per 6 mesi ai raggi cosmici e alle temperature estreme. Esperimento riuscito che ha dimostrato come certe forme di vita microscopica possono viaggiare nel cosmo e giungere nei pianeti dove, in certe condizioni, possono avviare il processo di evoluzione della vita. Al termine delle relazioni ufficiali, alcune persone del viterbese hanno testimoniato fatti ed eventi da loro vissuti come incontri ravvicinati con entità misteriose che da qualche anno visitano i nostri boschi.

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MA LA NASA COLLABORA CON AZIENDE IN POSSESSO DI TECNOLOGIA ALIENA? IL CURIOSO CASO DELLA BIGELOW AEROSPACE

Tempo fa, un pò tutti i blog che si occupano di tecnologia aerospaziale riportavano la notizia dell’accordo stretto tra la NASA e la Bigelow Aerospace, grazie al quale la Stazione Spaziale Internazionale diventerà un laboratorio provvisorio per testare dei rivoluzionari moduli spaziali “gonfiabili” che potrebbero arrecare grande vantaggio alle future missioni spaziali.

La notizia sembrava interessante e meritevole di essere condivisa. Ma, poi, abbiamo notato qualcosa di strano e abbiamo cominciato ad indagare.
La Bigelow Aerospace è una società di tecnologia spaziale situata a nord di Las Vegas, Nevada, ed è stata fondata nel 1998 da Robert Bigelow, un uomo arricchitosi grazie alla catena alberghiera di sua proprietà, la Budget Suites of America, fondata nel 1987.

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Vivere su Marte: le prove generali si fanno in un vulcano delle Hawaii

Sei astronauti della Nasa trascorreranno otto mesi all’interno del Mauna Loa in condizioni simili a quelle del Pianeta rosso

PRIMA di “atterrare” finalmente sul Pianeta rosso, meglio capire come riuscire a sopravvivere. E, soprattutto, capire se è possibile sopravvivere in quelle condizioni ambientali. Per questo la Nasa ha dato il via a un esperimento alle Hawaii che coinvolge sei astronauti. Per provare la fattibilità della missione su Marte, il team trascorrerà otto mesi all’interno di un vulcano vivendo in condizioni simili a quelle che troverebbero sul pianeta. Gli astronauti rimarranno all’interno di una cupola geodetica del vulcano Mauna Loa, un ambiente che dovrebbe assomigliare a quello in cui dovrebbero vivere su Marte, per verificare se gli esseri umani sono in grado di rimanere per lunghi periodi in uno spazio stretto.

Per Martha Lenio, 34enne imprenditrice nel settore dell’energia rinnovabile, che è al comando della missione, si tratta anche della possibilità di esplorare le frontiere più estreme della sostenibilità. “Se saremo in grado di vivere così nella nostra stazione spaziale potrebbe essere più facile farlo sulla Terra”, ha affermato. Gli astronauti indosseranno sensori biometrici e saranno costantemente monitorati dai ricercatori. Avranno inoltre la possibilità di comunicare in differita di 20 minuti, simulando il tempo necessario per comunicare con Marte, e ci vorranno 40 minuti per ricevere una risposta a qualsiasi messaggio inviato alla stazione di controllo della missione. Per questo, ha spiegato Lenio, i partecipanti devono essere essere più autosufficienti degli astronauti lunari, che sono in costante contatto con la Terra.[fonte]

                  Il vulcano Mauna Loa alle Hawaii 

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