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L’astrofisico cambia la storia dell’universo: “Non siamo soli” Le prove decisive sulla vita aliena

Ufo, l’astrofisico Andrea Tiengo sugli extraterrestri: “Sarebbe strano che non ci fossero”

Da sempre l’uomo cerca una risposta definitiva all’ipotesi se ci sia vita intelligente fuori dal pianeta Terra. Che possa esistere vita extraterrestre “è molto probabile”, secondo il prof. Andrea Tiengo, che insegna astrofisica alla Scuola universitaria superiore Iuss di Pavia. Finora però gli esperti hanno una sola certezza: che un essere umano li abbia potuti mai incontrare è impossibile.

Alieni: incontri ravvicinati di… quale tipo? La nuova scala dei segnali extraterrestri

Si va verso una revisione della Scala di Rio, lo strumento che classifica significato e importanza dei radiosegnali extraterrestri (e capire se sono attribuibili ad alieni). L’idea è di renderla più adatta alle comunicazioni attuali, più veloci e globali rispetto a qualche anno fa.

Se non siamo soli, dove sono tutti?|Joel Tonyan, Flickr

Se non siamo soli, dove sono tutti?|Joel Tonyan, Flickr

Gli scienziati dell’osservatorio di Parkes, in Australia, per 17 anni avevano registrato, per una o due volte all’anno, misteriosi radiosegnali. Nel 2015, la (deludente) soluzione del giallo: i segnali provenivano dal microonde della sala relax. Non è la prima volta che simili falsi allarmi fanno impennare le aspettative circa un possibile segnale alieno – poi puntualmente disilluse.

Come ci si prepara a cercare la vita su Europa, luna di Giove

Europa, quarta luna di Giove per dimensioni, potrebbe nascondere sotto la superficie di ghiaccio forme di vita semplici nel suo vasto oceano interno. Ecco come si cercherà di scoprirlo.

Illustrazione: questo potrebbe essere il panorama sulla superficie di Europa.|Nasa

Illustrazione: questo potrebbe essere il panorama sulla superficie di Europa.|Nasa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Europa, luna di Giove: insieme a pochi altri corpi celesti è considerata una potenziale “casa” di vita aliena. Come su Encelado (luna di Saturno), la superficie ghiacciata di Europa ricopre un oceano d’acqua liquida profondo diverse decine di chilometri: lì sotto potrebbero esserci temperature e condizioni saline tali da sostenere una qualche forma di vita semplice.

La macchina della verità conferma che Buzz Aldrin ha visto un UFO

Buzz Aldrin, il secondo astronauta a camminare sulla luna, ha superato la macchina della verità facendo delle rivelazioni sconvolgenti


 

 

 

 

 

 

 

 

Gli alieni sono i protagonisti di numerosi film di fantascienza, libri e storie da raccontare ai bambini. C’è chi dice di averli visti, di essere stato rapito e addirittura di provenire da un altro mondo. Ma c’è anche chi è stato nello spazio e ha detto di aver visto qualcosa che non riesce a spiegarsi: si tratta dell’astronauta Buzz Aldrin. L’uomo ha anche superato il test della macchina della verità asserendo di aver visto un oggetto UFO, un oggetto volante non identificato.

Trattare con gli Alieni? Assolutamente inutile: il “fattore umano” ci porterebbe alla distruzione

 

 

 

 

 

 

 

 

Si chiama “human factor”, fattore umano, e si sa che gioca un ruolo determinante (spesso, ahinoi, in negativo), negli incidenti aerei. Ma c’è anche chi si è preso la briga di pesarlo in funzione di un eventuale contatto con gli Alieni. Ebbene, pare ci sia ben poco da stare allegri: sembra infatti che saremo noi a combinare la frittata e a fare in modo che gli extraterrestri abbiano la meglio dopo il vano tentativo di stabilire un contatto e di farci capire.

Ufo, l’astrofisico Andrea Tiengo sugli extraterrestri: “Sarebbe strano che non ci fossero”

 

 

 

 

 

 

 

Da sempre l’uomo cerca una risposta definitiva all’ipotesi se ci sia vita intelligente fuori dal pianeta Terra. Che possa esistere vita extraterrestre “è molto probabile”, secondo il prof. Andrea Tiengo, che insegna astrofisica alla Scuola universitaria superiore Iuss di Pavia. Finora però gli esperti hanno una sola certezza: che un essere umano li abbia potuti mai incontrare è impossibile.

Ufo, cosa succede ora che Pentagono e media ne hanno parlato

La notizia lanciata tempo  fa sulla prima pagina del New York Times, “Real U.F.O.s? Pentagon unit tried to know”, rilanciata da tutti media mondiali televisivi e della carta stampata,sembra aver colto di sorpresa, quanti pensavano che la questione Ufo per le forze armate Usa, fosse finita nel 1970 con la chiusura del Project blue book. Invece adesso si viene a conoscenza dell’esistenza di un progetto, “Advanced aerospace threat identification program” (Aatip), iniziato nel 2007, gestito da un funzionario dell’intelligence militare del Pentagono, Luis Elizondo e finanziato su richiesta del Senatore democratico del Nevada Harry Reid, che all’epoca era il leader della maggioranza del Senato.

Costato 22 milioni di dollari all’anno, che rispetto ai 600 miliardi di dollari di budget annuali del dipartimento della Difesa sono quasi nulla, il progetto è stato anche realizzato con fondi neri cioè occulti al bilancio ufficiale federale, noti come Black project, una somma comunque irrisoria rispetto al potenziale che avrebbe necessitato la Bigelow aerospace coinvolta nella faccenda e con Bigelow protagonista e appassionato di Ufo.

Buzz Aldrin prima riparla dell’Ufo dell’Apollo 11 e poi supera il test della macchina della verità…

Che cosa sarà mai? Scherzi dell’età ormai avanzata (ha 88 anni) oppure la voglia di togliere i lacci a un segreto probabilmente imposto ma sul quale lui e altri colleghi hanno puntato qua e là i riflettori? La domanda riguarda Buzz Aldrin, che al netto di teorie complottiste e negazioniste tuttora esistenti è stato il secondo umano a passeggiare sulla Luna, preceduto da Neil Armstrong (che a differenza sua ci ha già lasciato). Buzz è uno di quelli che nei ricordi della missione del 1969 con Apollo 11 ha fatto filtrare il concetto di un avvistamento inspiegabile (dunque, per definizione, di carattere ufologico) nel momento in cui capsula e modulo di comando, con il prezioso “bagaglio appresso” del Lem destinato all’allunaggio, lasciava la Terra e si indirizzava al suo satellite naturale. Ho conosciuto Aldrin, l’ho incontrato due volte (la prima ai Giochi olimpici di Pechino, la seconda a Crans Montana all’evento dell’orologiaio sponsor dei reduci del programma Apollo) e l’ho intervistato, chiedendogli appunto lumi su quella vicenda.

La sua risposta – potete andare a ripescare il post dedicato, storia di qualche anno fa – fu in apparenza ambigua ma in realtà illuminante. La domanda fu: “Ha visto qualcosa di strano?”. La risposta: “No, non ho visto qualcosa di strano. Ho solo pensato che fosse strano che quell’oggetto fosse lì”. L’equipaggio di Apollo 11 riteneva – sempre che la racconti giusta – si trattasse di uno stadio del Saturno V che andava ormai alla deriva, ma il centro di controllo di Houston escluse che fosse un pezzo del razzo.

 

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