Monthly Archives: Dicembre 2013

Recensione del romanzo di Danilo Clementoni: il ritorno le avventure di azakis e petri

Oggi vi proponiamo la recensione del romazo di Danilo Clementoni, “il ritorno le avventure di azakis e petri”

“Nibiru, il dodicesimo pianeta del nostro sistema solare, ha un’orbita estremamente ellittica, retrograda e notevolmente più grande di quella di tutti gli altri. Infatti, per compiere un giro completo intorno al Sole impiega circa 3.600 anni.
I suoi abitanti, approfittando di questo suo ciclico avvicinamento, da centinaia di migliaia di anni, ci hanno fatto sistematicamente visita, influenzando ogni volta cultura, conoscenze, tecnologia e persino l’evoluzione stessa della razza umana. I nostri predecessori li hanno chiamati in molti modi, ma forse il nome che più li rappresenta da sempre è “Dei”.
Azakis e Petri, due simpatici abitanti di questo strano pianeta, a bordo della loro astronave Theos, stanno tornando sulla Terra per recuperare un misterioso e preziosissimo carico lasciato nascosto l’ultima volta che sono stati qui.
Un racconto coinvolgente, spiritoso ma anche pieno di suspense e con riletture di avvenimenti storici che vi potrebbero sconvolgere.”

Breve descrizione sull’autore:

Danilo Clementoni è nato a Montefranco, un piccolo paesino dell’Umbria, nel 1964. Si occupa d’informatica, che è la sua attività principale e si diverte anche a suonare diversi strumenti musicali a livello dilettantistico. Da sempre però, ha avuto una grande passione per la fantascienza e per la letteratura in generale.

In questo suo primo romanzo ha voluto raccogliere un po’ tutte le sue esperienze convogliandole in un racconto coinvolgente, spiritoso ma anche pieno di suspense e con riletture di avvenimenti storici che vi potrebbero sconvolgere.

siti di riferimento;

blog: http://dclementoni.blogspot.it
facebook: http://www.facebook.com/danilo.clementoni
 

Link per l’acquisto dell’e-book:

http://www.lulu.com/content/e-book/il-ritorno—le-avventure-di-azakis-e-petri/14279285
http://www.ultimabooks.it/il-ritorno-113431

Link per l’acquisto della versione cartacea:
http://libri.tektime.it

facebook libro: https://www.facebook.com/libroilritorno

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Ufo avvistato dal terrazzo del Corriere: “Strabiliato”

Un avvistamento direttamente dalla Redazione del Corriere della Sera.

 

tratto dal blog: http://misterobufo.corriere.it/

 

Io non c’entro nulla. Ma un collega sì. E stavolta l’avvistamento di un Ufo è avvenuto proprio dalla “casa” del nostro blog: il Corriere della Sera. Il luogo preciso è la terrazza dell’edificio del giornale. Protagonisti sono due colleghi dell’ufficio grafico e Riccardo Zanardi è colui che si è preso la briga di inviarmi il filmato che ha realizzato con il telefonino. Le immagini, ovviamente, non sono perfette e, soprattutto, si era nel cuore della notte (erano di turno da mezzanotte in poi…); ma la luce strana, al centro dello schermo, appare in maniera molto evidente e per alcuni secondi può essere seguita. Ecco anche la testimonianza diretta del buon Riccardo, ovviamente condivisa dalla collega co-testimone. Quanto al filmato, che trovate qua sotto, sorry per la pubblicità: ma devo passare necessariamente dal canale di CorriereTv e non se ne può fare a meno. Approfitto infine del post per porgere a tutti gli auguri di buon Natale.

 

“Ciao Flavio, ti descrivo volentieri quello che ho visto. Stavo parlando e fumando una sigaretta con la mia collega Sabrina Quagliato sul terrazzo al quarto piano. Mi sono girato per  vedere le stelle e gli aerei che atterrano a Malpensa seguendo le solite rotte (dopo un po’ che li guardi, capisci anche i corridoi che usano per gli arrivi e per le partenze) quando è apparsa una luce molto grande e strana. Era a Sud-Ovest, era di colore lilla accesso e sembrava dirigersi verso la città. Mentre procedeva, cambiava colore in modo continuo e senza alcun lampeggio (tipico in un velivolo tradizionale). I toni erano molto accesi ed erano di colore arancio, giallo, viola e rosso. La sua traiettoria era strana e la luce si ingrandiva e si riduceva  di continuo. Ad un certo punto, in una posizione che aveva come riferimento la Torre Velasca, l’andamento ha deviato in direzione Sud-Sud Est; infine l’oggetto luminoso si è ridimensionato progressivamente fino a diventare una capocchia di spillo, per poi sparire. Durante tutto l’avvistamento le stelle si vedevano benissimo e non scomparivano. Quello che mi ha più incuriosito sono stati i colori di quella “cosa” luminosa. Mi ha strabiliato: mai visto nulla del genere, di notte, in cielo. Sì, straordinario. Io sono un biker e vado sempre in moto, 12 mesi all’anno. Lo faccio da tanto tempo e percorro, per recarmi a casa, 53Km. Abito infatti a Camisano, vicino a Crema. Sono in campagna e ho imparato a conoscere il cielo guardandolo dal casco con la visiera alzata (quando sono fermo). Il casco rimane il mio tetto: in certe notti è fantastico fermarsi in mezzo ai campi, nel buio, e guardare verso l’infinito: si percepiscono la profondità e la distanza delle stelle. E’ anche per questo motivo, e per questa esperienza , che quanto ho avvistato sul terrazzo del Corriere mi resterà impresso per sempre”.

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Vita extraterrestre: parte il conto alla rovescia

La scoperta di altre forme di vita nell’Universo potrebbe avvenire nei prossimi dieci anni

È partito il conto alla rovescia. Non per i botti e per i brindisi di fine d’anno, ma per un evento di dimensioni epocali: la scoperta della vita extraterrestre. Sarebbe quasi dietro l’angolo: le prospettive più ottimistiche, infatti, considerano questo traguardo possibile entro un decennio. Nella peggiore delle ipotesi, avverrà entro il secolo.

È questa l’opinione di uno degli scienziati oggi più quotati, ovvero Sara Seager, astronoma e docente presso il Mit di Boston. “Oggi, per la prima volta nella storia,possediamo le competenzeper trovare la vita su altri pianeti”, ha detto nei giorni scorsi parlando davanti alla Commissione Scienza, Spazio e Tecnologia della Camera a Washington.

“In futuro, saremo visti come la generazione che ha scoperto mondi identici alla Terra.”Durante l’audizione, la Seager e i suoi colleghi hanno insistito molto sulla necessità di avere telescopi sempre più potenti in grado di individuare le tracce biologiche o i segni di un’eventuale civiltà aliena. Ecco perché hanno chiesto ai membri del Congresso americano uno sforzo in più, in termini economici, per investire in questo nuovo capitolo della ricerca scientifica: l’astrobiologia. Lo studio dell’origine, dell’evoluzione e della distribuzione della vita nell’universo ha fatto un grande balzo in avanti, negli ultimi anni, grazie soprattutto ai risultati di Kepler, il telescopio orbitante che ha identificato più di 3.500 esopianeti: tra essi, anche 10 potenziali gemelli della Terra.  

Hubble e Spitzer, invece, sono stati utilizzati per rappresentare la possibile atmosfera di quei mondi lontani. Successi inimmaginabili solo nel XX secolo…I componenti della Commissione non hanno nascosto il loro entusiasmo per questi progressi. “L’astrobiologia è diventato un tema trasversale in tutti i settori di ricerca della Nasa, è fondamentale proseguire nei finanziamenti”, ha affermato Eddie Bernice Johnson, deputata del Texas. E Mary Voytek, scienziata dell’ente spaziale americano, lo ha confermato: “L’umanità vive in un’era nella quale è in grado di reperire i dati suqualsivoglia forma di vita, ovunque nell’universo.”Uno snodo centrale è riuscire ad analizzare tracce biologiche nelle atmosfere di pianeti lontani svariati anni luce da noi. Trovare ossigeno, ad esempio, sarebbe di grande rilevanza: di per sé, questo elemento chimico non si mantiene nell’aria, quindi scoprirne in discreta quantità significherebbe la presenza di organismi viventi in grado di produrlo. Altra molecola fondamentale per la vita- almeno come la conosciamo noi- è poi H2O,l’acqua insomma. Solo pochi giorni fa, è stata individuata in cinque pianeti, anche se si tratta di super-mondi bollenti simili al nostro Giove. 

Ma da qui a pochi anni, gli scienziati potranno basarsi sui dati raccolti daTESS (Transiting Exoplanet Survey Satellite), il telescopio orbitante che dal 2017 sostituirà Kepler. L’anno seguente, è previsto il lancio del James Webb Space Telescope, con il compito di approfondire lo studio dei pianeti scovati da TESS con il metodo della transizione orbitale. In sostanza, quando un corpo planetario passa davanti allastella ospite, ne attenua la luminosità, fungendo temporaneamente da schermo e rivelando la propria presenza.

I ricercatori però vorrebbero poter vedere direttamente il pianeta e ciò è possibile solo bloccando la luce emessa dall’astro. Sono due, al momento, le tecniche allo studio per arrivare a questo risultato, ha spiegato Sara Seager alla Commissione: entrambe andrannosperimentateper verificare quale sia la più efficace.Proprio lei, ai membri del Congresso ha prospettato la possibilità chenel giro di 10 anniraggiungeremo la meta tanto agognata e risponderemo alla domanda che da sempre l’uomo si pone: siamo soli nell’Universo? A farlo, sarà il James Webb Space Telescope o molto più probabilmente il suo erede- un nuovotelescopio di ultimissima generazioneancora da progettare.

Per la Seager e per la maggior parte dei suoi colleghi l’obiettivo si potrà dire raggiunto se si dovessero trovare deimicroorganismi, dei batteri o delle altre forme di vita elementari. Stephen Dick, storico dell’esplorazione spaziale e attualmente ricercatore di Astrobiologia presso la Biblioteca del Congresso, punta più in alto. “Nessuna traccia biologica sarà mai più importante di unsegnale radio”, ha detto, invitando a duplicare gli sforzi per la ricerca di vita intelligente con il SETI. “Una volta trovata, il piano prevede di averne l’assoluta conferma. Poi lo diremo a tutti”, ha assicurato.[fonte]

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Ufo a Cerveteri? Tanti avvistamenti nel territorio, il racconto e le foto di una testimone

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L’ingrandimento della foto gentilmente concessa da Maria Emilia Baldizzi

Quando si parla di avvistamenti di “oggetti non identificati” nel cielo il più delle volte si tratta semplicemente di aerei, meteoriti o dei semplici riflessi, ma a volte gli oggetti luminosi lasciano perplessi anche la scienza e alimentano immaginazione e fantasia facendo pensare alla presenza di esseri alieni. Il fenomeno sembrerebbe interessare anche i cieli del litorale a Nord di Roma.

L’ultimo avvistamento, con tanto di foto postata su Facebook, sarebbe avvenuto nei cieli di Borgo San Martino, frazione del comune di Cerveteri, documentato dalla signora Maria Emilia Baldizzi: “Mi trovavo sul terrazza di casa mia e stavo tentando di fotografare la luna piena con il cellulare nella totale oscurità. Pubblicando la foto su Facebook mi sono accorta che accanto alla Luna c’erano come due oggetti luminosi, stessa cosa mi è stata fatta notare da un mio amico che ha visto lo scatto. Ho pensato che non potesse trattarsi solo di un riflesso, così ho deciso di mandare la foto ad un sito che si occupa proprio di avvistamenti ufo”.

Non è la prima volta che nello spazio di Ladispoli e Cerveteri persone sostengono di aver visto degli oggetti luminosi aggirarsi nell’oscurità. Tutti infatti sostengono che “l’oggetto non identificato” sia stato avvistato nel buio più totale e che non producesse alcun tipo di suono, per questo viene da escludere qualsiasi tipo di velivolo a motore. In rete e su Youtube ci sono molte testimonianze di avvistamenti “particolari” nei cieli di Ladispoli.[fonte]

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16 Alien Bodies Recovered From Crashed Saucer?

 

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It was the columnist Frank Scully who first alerted the world to sensational stories of recovered flying saucers and little men in his best-selling book Behind the Flying Saucers published in 1950.

Scully claimed that up to that time there had been four such recoveries, one of which was alleged to have taken place around Aztec, New Mexico, when sixteen humanoid bodies were recovered together with their undamaged craft.

FLYING SAUCER AT AZTEC, NM – The U.S. Air Force called in Dr. Gee and seven of his group of magnetic scientists to examine a strange vehicle that had made an emergency landing east of Aztec, New Mexico. 

Since that landing in 1949, there have been many descriptions of similar craft, circular, seamless exterior, 100 feet in diameter, aluminum in color but exceptionally durable.

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LITTLE MEN IN THE FLYING SAUCER – Descriptions of flying saucer occupants are much rarer, so we will focus on Dr. Gee’s observations as recorded in Scully’s book.

After cautiously examining the craft, Dr. Gee peered into its interior through a hole in a porthole.

“There we were able to count sixteen bodies that ranged in height from about 36 to 42 inches,” Dr. Gee said.

“We took the little bodies out, and laid them on the ground, we examined the bodies very closely and very carefully.”

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“They were normal from every standpoint and had no appearance of being what we call on this planet ‘midgets, they were small in stature but well proportioned.”

“The only trouble was that their skin seemed to be charred a very dark chocolate color.”

“About the only thing that we could decide at the time was that the charring had occurred somewhere in space and that their bodies had been burned as a result of air rushing through the broken porthole window.”

Scully explained “There were two ‘bucket seats,’ as the doctor called them, in front of the instrument board, and two of the little fellows were sitting there.”

“They had fallen over, face down, on the instrument board, and so far as they could determine, the ship carried no instruments of destruction, and the crew did not carry firearms of any sort.”

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WHAT HAPPENED TO THE BODIES? – When Dr. Gee was asked what was done with the bodies, Scully reported that “some of them had been dissected and studied by the medical division of the Air Force, and that from the meager reports he had received, they had found that these little fellows were in all respects perfectly normal human beings, except for their teeth.”

“There wasn’t a cavity or a filling in any mouth. Their teeth were perfect, from the characteristics and physiology of their bodies they must have been about 35 to 40 years of age, judged by our standards of age.”

CLOTHING OF LITTLE MEN – “As to clothes, he (Dr. Gee) said they all wore the same type of uniform, a dark blue garment, with metal buttons.”

He said it was significant that there was not any insignia of any kind on the collars or on the sleeves or on the caps of these people.  So, to all intents and purposes, all of them had the same rank.

WHAT DID THE LITTLE MEN EAT? Dr. Gee said that there appeared to be food on the ship, little wafers.

They fed them to guinea pigs, and they seemed to thrive on them. This was the only evidence of food on the ship.

He added that there were two containers of water on the ship, and on checking it, they found it to be normal in all respects, except it was about twice as heavy.

SLEEPING QUARTERS – Dr. Gee told Scully that Pushed back into the wall, was what turned out to be a collapsible or accordion type screen, and as it was pulled out, it moved around in a half circle, so by the time it reached the wall of the circular cabin, little hammocks had dropped down from this screen, and these were the sleeping quarters for the little men.

“He also said, that there were toilet facilities, inside the sleeping quarters.”

 

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Alien Implants That Diamond Tools Could Not Cut

Patients from around the globe are left confused after discovering alien implants in their body, and dye invisible to the naked eye on their skin.

 
Material scientist Steve Colbern told the Voice of Russia that these unidentifiable implants and mystical dyes could be from extraterrestrial beings, as no tests can conclude what or where such strange markings have originated from.

To put it lightly, Steve Colbern and his colleague Dr. Roger Leir’s work day is nothing but average.

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Marte, il Monte Sharp, la città “alta” e la città “bassa”

Vi propongo il collage che ho composto con due foto recenti riprese dalla Mastcam del rover Curiosity sul versante occidentale del Monte Sharp, che alla luce delle nuove scoperte delle quali la Nasa ha dato notizia in questi ultimi giorni, sarebbe più corretto chiamare Isola Sharp. Secondo l’ente spaziale americano è infatti ormai un dato inconfutabile che in un certo periodo della sua storia il pianeta Marte possedesse i requisiti ambientali per ospitare la vita. Il Monte Sharp, il rilevo montuoso alto 5500 metri che si erge al centro del Gale Crater dove è discesa la sonda Curiosity, era infatti circondato nella remota antichità da un grande invaso, il Lago Gale, con una salinità dell’acqua assai simile a quella del Lago Trasimeno.  E’ quanto sostiene il geologo planetario Gian Gabriele Ori dopo aver esaminato i dati delle analisi chimico- geologiche del suolo in quell’area del pianeta. Bene, ciò che s’intravedeva nel mosaico Nasa PIA16768 con l’avanzare del rover verso il Monte Sharp (Aeolis Mons) appare più chiaro e meglio definito in vari dettagli, anche se  sia il mosaico sia le due foto più recenti utilizzate nel mio collage appaiono manipolate, soprattutto nella zona della rupe (4).

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Archivio Inglese “file U.F.O.”

 

 

 

 

Files rilasciati nel luglio del 2012

I file contengono una vasta gamma di documenti inerenti su avvistamenti di UFO, disegni, lettere e interrogazioni parlamentari che vanno dal 1965 fino al 2008.

Scopri il ruolo dei funzionari delle sedi dedicate agli  UFO, quello che realmente pensano degli alieni e come poter  sfruttare la tecnologia aliena come arma, e i loro  briefing con Tony Blair sulla politica UFO.

Inizia a leggere la nostra guida (PDF, 358Kb) per aiutarti a navigare attraverso i file.

A causa delle grandi dimensioni di alcuni di questi file, si consiglia di salvarli sul computer prima di aprirli.

 

 

Nei nuovi documenti da poco consultabili sul sito degli archivi nazionali britannici sugli avvistamenti U.F.O. da parte di civili e militari negli ultimi 20 anni. Un nuovo, corposo faldone (oltre 6.000 pagine) che arriva ad includere episodi a noi temporalmente molto prossimi, come l’avvistamento nei pressi dello Stamford Bridge del 1999 e altri clamorosi come quello occorso al ministro Michael Howard. Per i lettori di Gli Alieni tra noi, siamo andati a visitare il sito degli archivi nazionali britannici, nella sezione dedicata  ai nuovi U.F.O. files (diversi documenti erano già stati rilasciati negli anni precedenti) dove abbiamo trovato ben 24 pdf, ognuno corrispondente ad un diverso caso, interamente scaricabili e dalle dimensioni considerevoli: fino a 149.7 Mb (documento DEFE 24/1979/1).

I file rilasciati nell’agosto 2011

I file contengono una vasta gamma di UFO relativi documenti, disegni, lettere e interrogazioni parlamentari per gli anni 1985-2007.

Inizia a leggere la nostra guida (PDF, 397Kb) per aiutarvi a navigare attraverso i file rilasciati nel mese di agosto 2011.

Sette file di questa tranche (DIFESA 31/182/1-188/1) contengono copie di numerosi avvistamenti UFO fatte dai membri del pubblico e sottoposto al MoD tra aprile 1993 e luglio 1996. Queste relazioni sono duplicati dei documenti del lotto N ° 4 su dei file di UFO, pubblicato da The National Archives nel mese di agosto 2009 (DIFESA 24/1959/1-1961/1 e DIFESA 24/1974/1-76/1 all’interno della pagina).
Tutti i file, sono stati scaricati e immagazzinati nel nostro server, in questo modo abbiamo evitato che “The National Archives”, dopo un periodo di tempo, li metesse a pagamento, infatti gli altri “file” precedenti al 2011, risulta consultabili solo a pagamento.

nuovi file rilasciati in questi giorni:

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defe-31-175articoli-segreti-gb5

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