Curiosity: la scoperta di molecole organiche su Marte

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Curiosity ha individuato molecole organiche su Marte. Da anni il rover è sul Pianeta Rosso a caccia di tracce di vita: ecco che cosa ha trovato e che cosa significa questa scoperta.

Nuovi possibili indizi di vita marziana arrivano dal rover Curiosity della NASA che si trova all’interno del cratere Gale (non confondetelo con il rover Perseverance, che dalla primavera 2021 sta esplorando il cratere Jezero).  Al rover è stato chiesto di sperimentare una nuova tecnica per rilevare indizi di possibile vita marziana e i risultati iniziali sono esaltanti, perché ha individuato molecole organiche che fino ad oggi non erano mai state rilevate. 

Non è detto che… Vale la pena ricordare che quando si parla di “molecole organiche su Marte” non si intende necessariamente “vita” sul Pianeta Rosso: più semplicemente si tratta di molecole composte da elementi che sono alla base della vita, come carbonio, idrogeno, fosforo e altre. 

Il lavoro di Curiosity, i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Astronomy, si è svolto in prossimità delle Dune di Bagnold, all’interno del cratere dove opera il rover. Qui ha prelevato del materiale che è stato analizzato con un metodo definito a “chimica umida”. Il lavoro è consistito nel trasferire nello strumento SAM (Sample Analisys at Mars ) materiale prelevato nel dicembre 2017. SAM possiede 74 “tazze” per contenere ed esaminare i campioni, di cui 65 mantengono riscaldato il materiale per studiarlo, mentre altre 9 includono solventi per analizzare i campioni in maniera diversa. 

Niente aminoacidi. Il metodo impiegato, basato sulla chimica umida, utilizza una particolare miscela chimica che, unita al campione di suolo prelevato, consente di rilevare vari componenti tra cui le nuove molecole organiche. In particolare sono stati rilevati acido benzonico e ammoniaca, mentre – sottolineano i ricercatori – non sono stati individuati amminoacidi. 

Spiega Maëva Millan del Goddard Spaceflight Center della Nasa che ha seguito il lavoro: «Questo esperimento è stato molto importante, anche se non abbiamo trovato vere “firme biologiche”, in quanto ha dimostrato di essere in grado di individuare sostanza organiche anche complesse».

Non è una novità. Curiosity aveva già rilevato sostanze organiche, ma i ricercatori non si aspettavano di trovarle in questa zona in quanto è stata a lungo colpita da radiazioni spaziali estremamente dannose per la sopravvivenza di tali molecole.  Uno strumento simile a quello a bordo di Curiosity (che non è presente su Perseverance) è presente a bordo di Rosalind Franklin, il rover dell’ESA e della Roscosmos che verrà lanciato nel 2022 e che preleverà campioni di suolo e rocce fino a 2 metri di profondità, dove la presenza di vita è enormemente più probabile che in superficie.[Fonte]

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