Category Archives: Esa

ESA: Lo spazioplano europeo IXV pronto al lancio!

Ancora pochi giorni e l’IXV – Intermediate eXperimental Vehicle, il veicolo spaziale sperimentale costruito dall’Esa – partirà per la sua prima missione di prova. Lo scopo è verificare la capacità di questo “spazioplano europeo” di compiere un “rientro atmosferico controllato” da un’orbita terrestre bassa (ovvero un’orbita compresa tra i 160 e i 2.000 km di quota).

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Molecole organiche sulla cometa esplorata da Rosetta

Lo stabilisce l’analisi dei alcuni dati inviati sulla terra dal lander Philae. Ma non c’è ancora la conferma definitiva

Mattoni della vita potrebbero trovarsi sulla cometa di Rosetta. Molecole organiche che sarebbero state intercettate e rivelate dal lander Philae. È quanto sostiene l’Agenzia Spaziale Tedesca (Dlr) riferendosi ai dati preliminari di uno degli strumenti a bordo di Philae, Cosac (Cometary Sampling and Composition Experiment), anche se – sottolinea la Dlr – ”identificazione e analisi delle molecole è ancora in corso”.

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Bye bye, Rosetta: la discesa di Philae sulla cometa

A poche ore dall’inizio dell’atterraggio del lander sulla Churyumov–Gerasimenko, riviviamo il suo viaggio verso la meta in una simulazione dell’ESA che ci immagina seduti sulla sonda in avvicinamento.

Tutto è pronto per l’abbandono della “navicella madre”: il 12 novembre Philae, il lander con gli artigli trasportato da Rosetta, si staccherà dalla sonda dell’ESA per compiere i 22,5 chilometri che lo separano dal suo obiettivo, la cometa 67/P Churyumov-Gerasimenko.

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Cartoline da una cometa

Ecco le prime immagini dell’incontro tra la sonda Rosetta e la cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko

 

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Plato: il Supertelescopio dell’ESA troverà la prima civiltà extraterrestre entro 15 anni

L’Agenzia Spaziale Europea nel 2024 lancerà in orbita il telescopio Plato costato circa 1 miliardo di Euro. Secondo gli esperti, il supertelescopio avrà un campo visivo venti volte superiore a quello di Kepler della Nasa. Il professor Don Pollacco, dell’Università di Warwick e coordinatore della nuova missione dell’ESA, è convinto che il telescopio sarà in grado di rilevare tracce di civiltà extraterrestri.

Plato è un tipo di telescopio spaziale completamente nuovo. In effetti, può definirsi come un sistema di telescopi, piuttosto che un telescopio con una lente singola.

Il suo funzionamento sarà simile a quello dell’occhio composito di un insetto, così da ottenere un campo visivo fino a venti volte superiore rispetto al telescopio Kepler della Nasa.

Questo incredibile dettaglio consentirà a Plato di osservare pianeti più piccoli della Terra e a distanze simili a quella che intercorre tra il nostro pianeta e il Sole.

Come afferma Don Pollacco, astronomo dell’Università di Warwick e coordinatore della missione Plato, le potenzialità del nuovo strumento, il cui lancio è previsto nel 2024, sollevano la prospettiva concreta di trovare una civiltà aliena tra le stelle entro i prossimi 15 anni.

Il telescopio spaziale sarà equipaggiato con telecamere ad alta definizione e osserverà lo spazio continuamente, senza essere soggetto al sorgere del sole o alle interferenze dell’atmosfera terrestre. L’incredibile dettaglio consentirà di osservare pianeti extrasolari più piccoli della Terra. Finora, infatti, con le attuali tecnologie sono stati individuati solo pianeti più grandi del nostro pianeta.

A differenza delle missioni precedenti, Plato si concentrerà proprio su questi pianeti minori, che teoricamente dovrebbero somigliare ai pianeti del Sistema Solare.

Ma le meraviglie di Plato non finiscono qui. Come spiega Don Pollacco, il supertelescopio sarà in grado di individuare segni di ‘inquinamento’ nelle atmosfere dei pianeti extrasolari, segno potenziale della presenza di una civiltà aliena sulla loro superficie.

“Ci sono cose che non ti aspetti di trovare in natura, e l’inquinamento è una di quelle più ovvie”, spiega Pollacco al Coventry Telegraph. “Sto parlando di alcuni tipi di metallo che non dovrebbero esistere in quello stato nell’atmosfera. Questo potrebbe essere interpretato come un segno di un qualche tipo di civiltà”.

Le osservazioni di Plato prepareranno la strada agli scienziati impegnati nella ricerca di vita aliena, individuando indizi utili sui pianeti extrasolari simili alla Terra in orbita vicina alle loro stelle. Tuttavia, data la vastità del cosmo e la sua vetusta età, le probabilità di inciampare in una società industriale extraterrestre potrebbero essere molto basse, ma il dottor Pollacco ritiene che non si può nemmeno completamente escludere.

“Potremmo fare questo per tutta la nostra vita, ed è una cosa molto eccitante. Cambierebbe tutto, sarebbe davvero fantastico”, dice l’astronomo. “Per lungo tempo molti di noi sono stati guidati da questa idea”.

L’Agenzia Spaziale Europea ha annunciato che Plato fa parte del Programma Cosmic Vision per il decennio 2015-2025. Grazie ad un sistema di 34 singoli telescopi, Plato sarà in grado di cercare pianeti extrasolari simili alla Terra in un gruppo ampio fino a un milione di stelle.

Plato monitorerà le stelle alla ricerca di piccole variazioni nella loro luminosità, indice del passaggio orbitale di un pianeta. Ma il telescopio rileverà anche l’oscillazione della stella causata dalla gravità del pianeta in orbita attorno ad essa.

Le osservazioni del telescopio permetteranno di analizzare la composizione dei pianeti extrasolari con un dettaglio che non è mai stato raggiunto prima. Pollacco ritiene che l’eventuale scoperta di una civiltà industriale aliena possa verificarsi nei prossimi quindici anni, modificando per sempre la nostra visione della vita. [fonte]

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Seguite la traccia a terra delle missioni ESA

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