Category Archives: Ricerche

Pronta alla partenza la sonda della Nasa diretta verso il Sole

Si chiama Parker Solar Probe, è la sonda della NASA che si avvicinerà al Sole per studiare la sua corona e il vento solare.

La sonda Parker Solar Probe partirà l'11 agosto alla volta della corona solare. Dovrà sopportare temperature di migliaia di gradi|NASA

La sonda Parker Solar Probe partirà l’11 agosto alla volta della corona solare. Dovrà sopportare temperature di migliaia di gradi|NASA

Mancano pochi giorni alla partenza della missione Parker Solar Probe della NASA, in programma per l’11 agosto 2018. La sonda dovrebbe riuscire a carpire alcuni dei tanti segreti che ancora avvolgono la stella, ma l’obiettivo principale per gli astronomi sarà quello di studiare soprattutto l’atmosfera solare, la cui parte esterna, chiamata corona, fa registrare temperature di milioni di gradi centigradi.

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Internet sta sviluppando una propria coscienza? Sta nascendo una nuova vita? Siamo in pericolo?

Miliardi di computer interconnessi compongono la più grande infrastruttura tecnologica mai creata dall’umanità, molto simile alla configurazione dei neuroni del cervello umano che starebbe alla base dell’auto-consapevolezza umana. È possibile che Internet, una gigantesca rete neurale artificiale, stia cominciando a prendere coscienza di sé? Dobbiamo cominciare a preoccuparci?

Gli amanti della fantascienza hanno ben presente il ruolo di Skynet, la gigantesca rete di computer profetizzata in Terminator, il film di James Cameron uscito nel lontano 1984.

Basata su un sofisticato microchip prodotto dalla Cyberdyne Systems Corporation, poco dopo la sua attivazione, Skynet diviene autocosciente, scatenando un olocausto nucleare globale che gli permetterà di prendere il controllo del pianeta.

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Ricerca: l’esperimento, Dna sopravvive a viaggio nello spazio

Dopo un viaggio in orbita, il rientro nell’atmosfera e l’atterraggio sulla Terra, i filamenti a doppia elica, detti plasmidi, sono sopravvissuti alla missione.

Applicate al guscio esterno di un razzo, piccole molecole di Dna hanno volato dalla Terra allo spazio e viceversa. E dopo il viaggio in orbita, il rientro nell’atmosfera e l’atterraggio sulla Terra, i filamenti a doppia elica, detti plasmidi, sono sopravvissuti alla missione. E non è stata l’unica sorpresa di questo singolare esperimento: per la maggior parte, il Dna recuperato era ancora in grado di trasferire le informazioni genetiche. “Questo studio fornisce la prova sperimentale che le informazioni genetiche del Dna sono essenzialmente in grado di sopravvivere alle condizioni estreme dello spazio e del rientro nella densa atmosfera terrestre”, assicura il capo della ricerca, Oliver Ullrich dell’Istituto di Anatomia dell’università di Zurigo.

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