2016: tutti gli eventi astronomici dell’anno

Sarà un anno ricco di fenomeni celesti come eclissi, congiunzioni e transiti planetari. E con importanti missioni spaziali

Anche quest’anno il cielo non ci farà mancare straordinari spettacoli: comete, eclissi e il transito di Mercurio davanti al Sole, avvenimento piuttosto raro (l’unico che cade in questo decennio). Ecco i principali appuntamenti con i fenomeni celesti del 2016.

Comete

Per tutto gennaio si potrà osservare la C/2013 US10 Catalina, che raggiungerà il massimo avvicinamento con la Terra il 17, transitando a poco più di cento milioni di chilometri. A differenza del mese scorso, quando la si poteva osservare solo al mattino, sarà visibile già nelle prime ore della notte, alzandosi sempre più in alto in cielo a nord, vicino all’Orsa Maggiore.

Gli astronomi inoltre prevedono che altre due comete saranno alla portata dei binocoli quest’anno: 25/P Linear che il 21 marzo sarà alla minima distanza dal nostro pianeta e la C/2013 X1 PANSTARRS, che passerà al perielio (il punto più vicino al Sole) il 20 aprile e si stima raggiungerà la sesta magnitudine (al limite della visibilità ad occhio nudo) a luglio.

Opposizioni planetarie

Se accarezzavate l’idea di acquistare un piccolo telescopio amatoriale per osservare i pianeti quest’anno i soldi saranno ben spesi. Infatti nel 2016 Marte sarà in opposizione: significa che il pianeta rosso e la Terra si trovano entrambi dalla stessa parte rispetto al Sole nel percorso delle loro orbite.

Sono dunque molto vicini e anche con un semplice strumento sarà possibile osservare i dettagli e i colori della superficie di Marte (come mostrato nella foto dell’opposizione del 2003). Il 22 maggio i due pianeti saranno alla minima distanza tra loro.

Ma anche Giove si troverà in opposizione (8 marzo), Saturno (il 3 giugno), Nettuno (2 settembre) e Urano (15 ottobre).

Il transito di Venre davanti al sole del 2012 – Credits: A. Piemontese

Transito di Mercurio

Il pianeta più vicino al Sole passerà davanti alla nostra stella (dalla prospettiva della Terra) il 9 maggio. Un evento che non accadeva dal 2006 e che non si ripeterà fino al prossimo decennio.

Con le opportune protezioni per guardare il Sole, si vedrà una piccola macchia nera transitare sul disco solare, una mini-eclisse che durerà sette ore: Mercurio lambirà il bordo del Sole alle 10.12, attraverserà quindi il centro del disco solare alle 13.57 per poi proseguire e uscirne alle 17.42.

L’evento sarà osservabile da tutta l’Europa occidentale per l’intera durata del fenomeno, mentre dall’Italia potremo vedere il transito solo al tramonto, nelle ultime fasi.

Congiunzione Venere Giove del 2015 – Credits: A. Piemontese

Congiunzioni planetarie

I pianeti che si rincorrono in cielo, avvicinandosi tra loro fino a sfiorarsi, offrono uno spettacolo davvero suggestivo.

Già nella notte del 9 gennaio Venere e Saturno saranno vicinissimi, separati da soli 5’ sulla volta celeste (sei volte meno della larghezza della luna piena), mentre all’alba del 6 febbraio Mercurio, Venere e una falce di Luna disegneranno un perfetto triangolo in cielo.

Mercurio e Venere si incontreranno ancora la sera del 16 luglio, ma la congiunzione più spettacolare accadrà il 27 agosto quando Giove e Venere si troveranno separati solo da 4’: sarà come vedere un unico corpo celeste, così brillante da sembrare di origine artificiale. Da non perdere.

– Credits: iStock

Eclissi di Sole

Saranno due. Una totale, il 9 marzo, sarà visibile nell’Oceano Pacifico e nel sud est asiatico (principalmente in Malesia) mentre il primo settembre dall’Africa centrale e Madagascar si osserverà un’eclisse anulare: la Luna, sovrapponendosi al Sole ma non coprendolo del tutto, disegnerà un perfetto cerchio di fuoco nel cielo.

Grazie alle moderne tecnologie li potremo vedere anche dall’Italia, in streaming.

– Credits: iStock

Superluna

Il 14 novembre il nostro satellite si troverà al perigeo, il punto dell’orbita più prossimo alla Terra. Il perigeo non ha un valore fisso ma varia di orbita in orbita.

In questo caso si tratta del perigeo più vicino nell’arco di tempo che va dal 1990 al 2020: la luna disterà solo 356.511 chilometri ed essendo anche piena apparirà perciò più grande e luminosa. Ma sarà visibile solo nelle prime ore della sera.

Sciami meteorici

Oltre alla consueta pioggia di stelle cadenti della notte di San Lorenzo (più precisamente il 12 agosto), che secondo le stime sarà molto intensa (150 meteore per ora), altri sciami meteorici saranno degni di nota quest’anno.

Le Quadrantidi daranno spettacolo fino al 12 gennaio (120 meteore per ora), a Maggio le Aquaridi (picco di 40 all’ora il 5) e le Geminidi (120 all’ora) il 13 dicembre.

Encelado e Rea, lune di saturno, incrociano gli anelli del pianeta. La foto è stata ripresa dalla sonda Cassini,

che nel 2016 terminerà la sua missione – Credits: Esa/Nasa

Missioni spaziali

Dopo cinque anni di viaggio (è stata lanciata nel 2011) il 4 luglio la sonda Juno della Nasa entrerà finalmente nell’orbita di Giove. Misurerà il campo magnetico e gravitazionale del grande pianeta oltre a studiare tutte le caratteristiche peculiari di Giove da una posizione privilegiata.

A settembre sarà lanciata da Cape Canaveral la navicella spaziale Osiris-Rex. Ha un compito ambizioso: nel 2018 arriverà in contatto con l’asteroide 101955 Bennu in 2018 e preleverà dei campioni dalla sua superficie, riportandoli sulla Terra nel 2019.

Grandi aspettative anche per il lancio di ExoMars, previsto per il 14 marzo dal cosmodromo di Baikonur in Kazakistan. La sonda dell’Esa raggiungerà l’orbita di Marte dove stazionerà fino al 2018 quando sulla superficie del pianeta rosso sarà fatto sbarcare un rover. Scopo della missione è capire se il metano presente su Marte è di origine biologica, cioè prodotto da microrganismi come avviene sulla Terra.

Il 2016 vedrà anche la fine di due eccezionali missioni spaziali. Dopo averci mostrato per la prima volta le immagini ravvicinate del nucleo di una cometa, oltre ad aver fatto atterrare sopra il modulo robotizzato Philae, la sonda Rosetta concluderà la sua missione in modo drammatico: sarà fatta precipitare sulla superficie della cometa 67/P il 30 settembre dai tecnici dell’Esa in una sorta di “schianto controllato”.

E sarà anche l’ultimo anno di permanenza della sonda Cassini attorno a Saturno: prima e unica sonda ad orbitare il pianeta con gli anelli, la Cassini ci ha regalato le immagini più belle di sempre di Saturno e delle sue lune, oltre a raccogliere una enorme quantità di dati preziosissimi durante la sua permanenza attorno al pianeta, iniziata nel 2004. L’anno seguente ha rilasciato il modulo Huygens che è atterrato sulla superficie di Titano, maggior satellite di Saturno. Prima di scomparire nell’atmosfera del pianeta però compirà altri sorvoli ravvicinati per catturare altre spettacolari immagini.[fonte]

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