La sostanza rinvenuta in fondo ad un piccolo cratere era “significativamente diversa rispetto al suolo lunare circostante”. Come un “gel” dai “colori affascinanti” e dalla “misteriosa lucentezza”, attualmente sottoposto all’analisi dei ricercatori. Le autorità cinesi ne devono ancora pubblicare immagini

PECHINO – Sul lato nascosto (non visibile alla Terra) della Luna, il robottino cinese Yutu-2 ha scoperto una strana sostanza presentata come un “gel” dai “colori affascinanti” e dalla “misteriosa lucentezza”, attualmente sottoposto all’analisi dei ricercatori. A diffondere la notizia della misteriosa scoperta è il team della missione cinese dallo scorso gennaio alla conquista del lato nascosto della Luna, nel cinquantenario del primo allunaggio da parte di Apollo 11, la missione della Nasa. In base al diario di bordo di Yutu-2, pubblicato da Our Space, la sostanza rinvenuta in fondo ad un piccolo cratere era “significativamente diversa rispetto al suolo lunare circostante”.

Dopo aver diffuso quelle del cratere in cui il rover lo ha prelevato, le autorità cinesi devono ancora pubblicare immagini del materiale in questione e l’esito delle analisi chimiche. Il prelievo risale allo scorso 28 luglio, quando Yutu-2 stava entrando nella fase obbligata di ‘letargo’, operazione necessaria per proteggere i macchinari dal surriscaldamento delle potenti radiazione del Sole alto nel cielo. Poco prima del suo spegnimento il team del Centro di controllo aerospaziale di Pechino ha notato una strana sostanza luccicante nel cratere che differiva da quella circostante per forma, colore e consistenza.

Una scoperta inaspettata che ha spinto i tecnici della missione a rimandare le attività previste e a concentrare tutti gli strumenti di bordo su quello che appariva come un materiale lunare davvero insolito. Yutu-2 si è avvicinato lentamente al cratere, puntando le sue telecamere sul materiale colorato. E’ stato anche attivato il suo spettrometro, sensibile alla luce visibile e all’infrarosso, per rivelarne la composizione chimica. Finora, gli scienziati cinesi non hanno offerto indicazioni sulla natura della sostanza: si sa solo che è “gelatinosa” e ha un “colore insolito”.

Secondo le prime ipotesi circolate, rilanciate da Our Space, il materiale sarebbe di natura vetrosa, formatosi dal calore sprigionato dall’impatto dell’impatto di una delle tante meteoriti che colpiscono la superficie della Luna, originando il piccolo cratere. Per la stessa fonte, considerato che la superficie della Luna è piuttosto asciutta, la sostanza rinvenuta dovrebbe essere probabilmente un materiale fuso, successivamente indurito, piuttosto che una sostanza soffice e gelatinosa.

Dall’allunaggio, quasi 8 mesi terrestri fa, la sonda Chang’e-4 e il rover Yutu-2 stanno portando avanti missioni scientifiche e di esplorazione all’interno e attorno al cratere Von Kàrmàn, presumibilmente costituito da componenti chimiche tra cui torio, ossido di ferro e diossido di titano in grado di rivelare preziosi indizi sull’origine del mantello lunare. I progressi vengono rallentati dallo spegnimento obbligato dei motori – circa due settimane al mese – quando i veicoli si trovano al buio. Tuttavia il loro operato sta andando oltre le aspettative: avrebbero dovuto essere operativi solo tre giorni lunari (ciascuno dei quali dura poco meno di un mese terrestre) ma ora sono entrati nel nono e hanno percorso poco meno di 3 chilometri. Spento il 7 agosto per la sua interruzione obbligata, Yutu-2 ha ripreso il sui viaggio verso ovest lo scorso 25 agosto, in cerca di nuove scoperte per spiegare la natura della strana sostanza presente sul lato oscuro della Luna. [Fonte]

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