Al primo appuntamento con gli alieni ci sarà un robot. Parola di astronomo

«Se ci sarà un contatto con gli alieni, questo avverrà attraverso i robot». A predire uno scenario così avveniristico è Martin Rees, dal 1995 Astronomo reale d’Inghilterra, una delle onorificenze più ambite del Regno Unito, con la quale originariamente si indicava il direttore dell’Osservatorio di Greenwich.

Nel corso del Festival della scienza di Cheltenham, il professor Rees ha dedicato il suo intervento alle ultime frontiere dell’astronomia e a quello che il progresso tecnologico potrebbe riservare all’uomo nei prossimi 50-100 anni. «Se segnali di vita extraterrestre saranno captati, ciò non avverrà ad opera di vita organica, da parte cioè di esseri umani». Rees ha infatti spiegato che la maggior parte della futura indagine sullo spazio sarà condotta dalle macchine, le quali non sono limitate da difficoltà fisiche a cui l’uomo è invece assoggettato.

«Penso sia molto probabile – ha poi aggiunto – che entro qualche secolo l’intelligenza prevalente sarà quella artificiale, delle macchine, dato che per esse sarà più facile andare oltre i confini della Terra, per il fatto di non essere forme di vita organica, e che il maggior numero di esplorazioni sarà portato avanti dalle macchine e non dagli uomini».

Martin Rees si è soffermato sulla capacità che i robot avrebbero di cogliere un segnale SETI (Search for Extra Terrestrial Intelligence). Essi sono, quindi, il futuro: verrà il giorno in cui prevarranno sugli umani, «che sono apparsi solo da un brevissimo frammento di tempo» e, nella futuribile visione dell’Astronomo reale, sono destinati ad essere sostituiti. Solo pochi uomini avventurosi riuscirebbero a lasciare la Terra per colonizzare il sistema solare, dove sarebbero costretti a ricorrere alla tecnologia del futuro per rendere abitabili luoghi che ora non lo sono, nell’intento di avviarvi una nuova civilizzazione: ciò che ora è difficile anche solo immaginare e che, stando alle previsioni del professor Rees, inaugurerebbe l’era post-umana.

In realtà, progetti di turismo spaziale già esistono da qualche tempo, come lo Space Adventures Ltd, che ha l’obiettivo di organizzare (quando l’avanzamento tecnologico lo consentirà) i primi viaggi per turisti sulla Luna, o SpaceX, la compagnia fondata da Elon Musk, che rifornisce regolarmente la Stazione spaziale internazionale, il cui intento è di iniziare a trasportare nello spazio passeggeri e merci nel prossimo futuro. Intanto l’Astronomo reale chiarisce: di altre missioni Apollo non ne vedremo più, dato che quelle servivano ad alimentare la rivalità fra passate super-potenze. «Ci saranno uomini che andranno nello spazio, ma non come gli astronauti di oggi». Se qualcuno ha già pensato a trame da film di fantascienza, come il recente “Interstellar”, ha trovato pane per i suoi denti.[fonte]

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