Gli alieni al cinema: una mostra ad Alessandria
Vi siete mai chiesti quante e quali tipologie di alieni e astronavi sono state rappresentate nella cinematografia per il grande e il piccolo schermo? Il CISU, in collaborazione col Cinefestival “Immersi nelle storie”, vi invita a visitare la mostra “INVASIONI. Gli alieni dentro lo schermo” curata da Paolo Toselli presso il Museo etnografico “C’era una volta”, Piazza della Gambarina, Alessandria: l’inaugurazione è domenica 27 settembre, alle 17.30.
Da “Ultimatum alla Terra” a “Disclosure Day” sono centinaia i film, non solo di fantascienza, ma anche commedie e cartoons, che hanno mostrato creature di altri mondi in visita al nostro pianeta con le più diverse intenzioni.
Dalla collezione di Toselli, in esposizione decine di repliche fedeli (da “E.T. l’Extra-Terrestre” a grandezza naturale al busto dell’alieno “Puck” di “Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo”), action figures (da “Cittadino dello spazio” a “Ho sposato un mostro venuto dallo spazio”, da “Alien” a “Mars Attacks!”) e modelli di astronavi (tra cui quelle de “La guerra dei mondi”, di “Independence Day” e dei Dalek della serie Doctor Who).
Ma ci saranno anche cards collezionabili, vinili con colonne sonore, DVD, libri a tema, riviste, fumetti e graphic novel ispirati a film o serie tv, locandine, fotobuste e memorabilia.
E poi, curiosità come le copie dei documenti e sceneggiatura originale datati 1950 del film “Totò e i dischi volanti”, poi trasformato in “Totò sceicco”.
Insomma, un viaggio fantastico nella settima arte con esemplari singolari da tutto il mondo. La mostra, a ingresso gratuito, è visitabile sino al 31 ottobre tutti i giorni dalle 9.00 alle 12.00 e dalle 15.30 alle 19.00, esclusi il lunedì e la domenica mattina.
Il Dipartimento della Guerra Usa dà via libera ai suoi dipendenti che vogliono riferire sugli UAP?
Il 14 settembre, il Dipartimento della Guerra Usa ha annunciato una deroga (waiver) speciale relativa agli impegni sul riserbo sottoscritti dai dipendenti militari e civili del Dipartimento e dai contractors circa eventuali informazioni rilevanti per la difesa nazionale in loro possesso e riguardanti gli UAP, Unidentified Anomalous Phenomena.
La deroga è specificamente volta a far sì che i suoi destinatari – così il comunicato – possano riferire le informazioni ai membri del team del processo PURSUE (Presidential Unsealing and Reporting System for UAP) per il rilascio delle informazioni sugli UAP, iniziato per ordine del presidente Trump nel febbraio del 2026. Dunque, non è volta in modo diretto alla immediata declassificazione dei dati fra il pubblico, anche se è volto allo stabilimento di “una procedura autorizzata” che, a conclusione, potrebbe portare alla libera circolazione dei dati.
Le valutazioni relative alla portata, al significato e ai futuri effetti sulla circolazione dei dati e dei documenti riguardanti il fenomeno di nostro interesse sono ancora in corso a opera degli studiosi razionali di ufologia, in primis di quelli Usa.
La questione presenta aspetti di elevata complessità e richiederà analisi dettagliate e tempi non brevi.
In particolare, mentre scriviamo non è ancora chiaro quale ruolo giocherà l’AARO, ossia l’ufficio del Dipartimento della Guerra deputato al problema UAP. Il PURSUE, infatti, è una procedura giuridico-amministrativa, non una struttura. Al momento, il senso dell’atto del 14 settembre pare problematico, visto che, nella sostanza, un mandato in tal senso al Dipartimento della Guerra c’era già, e stava nella direttiva presidenziale del febbraio 2026 che impone a tutti gli enti interessati l’obbligo di trasmettere all’AARO i documenti in loro possesso. In più, nella sua laconicità, a un primo sguardo la deroga non parrebbe coprire i rischi che gli eventuali “rivelatori” più o meno attendibili hanno spesso paventato (per esempio, ritorsioni sul lavoro). Non da trascurare, inoltre, che la deroga non sembra definire un percorso protetto e di anonimato, come invece avviene di solito per norme e procedure sul whistleblowing.
UFO: obiettivo Italia
È uscito il secondo volume della collana libraria UFO: obiettivo Italia, a firma di Franco Marcucci. Si tratta di un’opera ambiziosa: la riedizione ampliata e aggiornata della serie UFO in Italia, curata dalla Sezione Ufologica Fiorentina (SUF) e pubblicata in sei volumi tra il 1974 e il 2012.
All’epoca si trattò di un’opera fortemente innovativa: selezionava i casi italiani più documentati, pubblicando per ciascuno un resoconto dettagliato, con indicazione delle fonti documentarie. Il progetto, ideato da Solas Boncompagni e realizzato in forma collettiva, trovò sbocco editoriale presso l’editore Corrado Tedeschi, che pubblicava il mensile Il Giornale dei Misteri e che diede spazio ai primi due volumi; uno per gli anni dal 1900-53, l’altro per la grande ondata di casi del 1954.
Dopo dieci anni, nel 1990, ecco il terzo volume, riguardante il periodo dal 1955 al 1972, pubblicato invece dalle Edizioni UPIAR in collaborazione con il Centro Italiano Studi Ufologici e ancora acquistabile sul sito UPIAR Store (UFO in Italia – vol. 3).
La seconda trilogia fu prodotta negli anni 2000, a coprire le grandi ondate 1973-79 e il periodo sino alla fine del 20° secolo, ma è già quasi esaurita (qualche copia c’è su upiar.com). Marcucci ha aggiornato i testi, aggiunto fonti e casi non noti al tempo delle prime edizioni, e poi ha preso a pubblicare la nuova serie. Il primo volume di UFO: obiettivo Italia. uscito mesi fa, copre il periodo fino al 1954, mentre questo arriva al 1972: comprende 92 casi ed è in distribuzione su Amazon a 21,84 euro.
Il Pentagono paga per consultare gli archivi degli ufologi americani
Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti ha annunciato il 31 luglio l’intenzione di sottoscrivere un contratto annuale con il NUFOHRC (National UFO Historical Records Center) per ottenere l’accesso ai dati e agli archivi raccolti in oltre 40 anni di ufologia privata raccolti da quell’istituzione.
L’annuncio è stato pubblicato sul sito governativo sam.gov, che si occupa dell’assegnazione di contratti pubblici, il 31 luglio, per consentire la presentazione di proposte alternative entro i 15 giorni successivi. Il NUFOHRC, però, non correva rischi di avere concorrenti: si tratta di un’organizzazione creata apposta nel 2022, che ha riunito gli archivi dei maggiori gruppi ufologici Usa del passato (APRO, NICAP) e del presente (CUFOS), ora raccolte nella sede di Rio Rancho, nel Nuovo Messico – centinaia di migliaia di dossier relativi ad avvistamenti, analisi, studi e pubblicazioni.
Scopo del contratto è di consentire al Pentagono (in primo luogo al suo ufficio ufologico, l’AARO, All-domain Anomaly Resolution Office) l’accesso alla documentazione anteriore al 1990, in formato digitale o in corso di digitalizzazione, per un anno rinnovabile, per superare le difficoltà incontrate negli ultimi anni, quando l’AARO aveva realizzato i primi documenti storiografici fra errori e approssimazioni.
Il NUFOHRC fa parte di una rete di grandi archivi ufologici (AFU in Svezia, SCEAU in Francia, le raccolte della Fundación Anomalía in Spagna, CISU in Italia) e con il Centro Italiano Studi Ufologici organizza dallo scorso anno incontri conoscitivi e scambi di esperienze.
Incertezza e ambiguità sugli UFO possono far male
Jennice Vilhauer è una psicologa clinica americana. Di recente ha scritto sugli UFO per la nota testata Psychology Today affrontando la questione in un’ottica particolare. Il fatto che intorno agli UFO permangano incertezza e ambiguità comunicative, magari da parte delle autorità politiche e militari, è dannoso, e sarebbe bene porvi rimedio?
Appellandosi alla migliore letteratura recente sulla mentalità complottista e sui processi cognitivi, Vilhauer sostiene che questo specifico tipo di ambiguità e di attesa senza fine, è problematico.
In certe persone sensibili alla questione, il ciclo di attesa-delusione, alimentato proprio dalla crescente ricerca di chiarezza, che a livello pubblico si esprime nelle audizioni al Congresso e nei rilascio a getto di documenti, genera un’alternanza di speranza e frustrazione. Il cervello tratta la domanda irrisolta come un problema da chiudere, alimentando un coinvolgimento emotivo continuo e, in sostanza, spingendo a convinzioni estreme.
Vilhauer non consiglia di rimediare a tutto ciò con la chiarezza perché una verità nascosta possa finalmente essere rivelata, oppure, all’opposto, perché attraverso di essa si ponga la parola fine a una “superstizione”, quella degli UFO, dissolta dalla razionalità, ma per motivi intrinseci alla disciplina di cui lei si occupa.
La chiarezza è consigliabile – scrive – perché fa bene sul piano della psicologia collettiva e su quello individuale, soprattutto alle persone più inclini a credere a “verità celate”.
Sotto la lente ufologica, si può rilevare come il processo PURSUE, con i suoi periodici rilasci dei documenti UFO delle amministrazioni militari Usa – rilasci segnati dal caos, da mancanza di metodo e di contesto – stia probabilmente contribuendo ad accrescere, e non a diminuire, l’incertezza “cattiva” di cui parla Vilhauer.
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