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Esattamente ottant’anni fa, nella tarda serata del 16 settembre 1946, un vistoso fenomeno interessò l’Italia settentrionale, da Vercelli all’Appennino emiliano. Fu il primo avvistamento collettivo nel nostro paese di uno dei “razzi fantasma”  che da alcuni mesi imperversavano nei cieli della Svezia, per poi estendersi in settembre all’Europa meridionale (in particolare Grecia e Italia)

Ecco la notizia tratta dalle cronache dell’epoca:

Modena, 17 settembre notte
Uno strano bolide, che aveva tutto l’aspetto di un ordigno volante e che ha lasciato nella sua corsa rettilinea una lunga scia di fuoco, ha solcato l’altra sera il cielo del nord Emilia in direzione est-ovest. Il fenomeno è stato osservato esattamente alle ore 22,27 da numerosi spettatori che a quell’ora si trovavano in un locale cinematografico all’aperto, sito in viale generale Grazioli. E mentre alcuni lo ritenevano una delle solite meteore che solcano il cielo nelle serene notti estive, altri osservatori più pratici di fenomeni cosmici notavano con sorpresa non soltanto la traiettoria perfettamente orizzontale, rassomigliante al tiro teso di un cannone a lunga gittata e con parabola pressoché inavvertibile, ma anche la velocità relativamente piccola rispetto a quella dei veri bolidi e lo strano colore rossastro della struttura e della scia.
Naturalmente, dopo le frequenti notizie pubblicate dalla stampa internazionale circa i siluri volanti che attraversano il cielo della Scandinavia e del Baltico, ultima la notizia di un siluro del genere che nel sud Europa avrebbe attraversato i quartieri meridionali di Belgrado, i commenti non sono mancati nella nostra città.
(“Un fiammeggiante ordigno ha solcato il cielo dell’Emilia”, sul Giornale dell’Emilia; “Uno strano bolide nel cielo dell’Emilia”, su La Nuova Stampa; “Bolide di fuoco nel cielo dell’Emilia”, sul Corriere Lombardo; “Un proiettile razzo nel cielo emiliano”, su Il Gazzettino; “Uno strano bolide solca il cielo dell’Emilia”, su La Nazione del popolo)

All’ondata di avvistamenti di “razzi fantasma” che nell’estate ’46 si abbatté sull’Europa,  Giuseppe Stilo ha dedicato il libro “L’alba di una nuova era” (Edizioni UPIAR).

L’articolo 80 anni fa: i “razzi fantasma” anche sull’Italia proviene da CISU – Centro Italiano Studi Ufologici.

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