Ufo, i dossier segreti dell’Air Force Usa. Sul web i documenti su oltre 12mila casi

Un sito pubblica i rapporti segreti del progetto “Blue Book”, un archivio di oltre 130mila pagine sugli avvistamenti dagli anni ’40 alla fine degli anni ’60. Il 5,5% dei casi è ancora irrisolto

Project Blue Book

L’archivio è enorme e renderà felici gli appassionati di Ufo: un nuovo sito mette a disposizione i rapporti su 12618 avvistamenti analizzati e catalogati dal progetto “Blue Book” dell’Air Force americana.

Oltre 130mila pagine, ormai declassificate, sono a disposizione di tutti grazie al lavoro certosino dello statunitense John Greenewald, che le ha richieste, raccolte e pubblicate. Le indagini dell’Air Force Il progetto “Blue Book”, lanciato nel 1952 e chiuso nel 1969, aveva l’obiettivo di fare indagini sui numerosissimi avvistamenti di oggetti volanti non identificati, per capire quali erano le cause e se c’erano pericoli per la sicurezza nazionale.

I primi casi studiati risalgono al 1947 e tra i documenti c’è di tutto, dalle strane luci in cielo agli incontri ravvicinati del terzo tipo.

Pagine di storia Nell’archivio ci sono anche episodi entrati nella storia dell’ufologia.

C’è, ad esempio, l’avvistamento di Mount Rainier, nello Stato di Washington, dove nel giugno del 1947 un pilota militare disse di aver visto nove oggetti misteriosi volare in schieramento.

Li descrisse come “Flying saucers”, termine con cui da allora negli Usa ci si riferisce ai dischi volanti. Le conclusioni della commissione Nella maggior parte dei casi la valutazione è netta: effetti ottici, oggetti misteriosi apparsi in alcune foto che si rivelano errori durante lo sviluppo delle immagini, tentativi di truffa e testimoni inaffidabili. In nessun caso viene certificato l’effettivo avvistamento di dischi volanti o di qualcosa proveniente da un altro mondo.

Non chiarito il 5,5% dei casi Su 701 avvistamenti, pari al 5,5% del totale, non sono però state trovate spiegazioni convincenti. Il giudizio è stato sospeso e il caso è stato classificato come “unidentified”.

Questo non significa, hanno tuttavia ribadito in più occasioni le autorità statunitensi, che si trattasse di veicoli extraterrestri. Una precisazione che ovviamente non basta ai teorici della cospirazione, convinti che sul tema sia in atto da decenni una gigantesca operazione di insabbiamento[fonte]

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