A distanza di quasi ottant’anni dall’apparizione che cambiò la vita di Kenneth Arnold, gli UFO, checché se ne pensi, continuano a far parte della nostra cultura. “Dischi volanti” ed extraterrestri non popolano soltanto romanzi e film di fantascienza, ma anche giornalini e fumetti divorati da grandi e piccini. La fascinazione per l’immagine dell’”alieno”, la presenza di straordinarie tecnologie, l’ipotesi di visite da altri mondi, la seduzione per l’ignoto, sono gli aspetti affrontati da Marco Ciardi, storico della scienza, e Paolo Toselli, entrambi membri della nostra associazione, il Centro Italiano Studi Ufologici, in un lungo articolo intitolato Dischi volanti, UFO e altre meraviglie nei fumetti in Italia, apparso sul numero 136 del dicembre 2025 della rivista Fumetto, edita dall’ANAFI (Associazione Nazionale Amici del Fumetto e dell’Illustrazione).
Una panoramica certo non esaustiva ma di sicuro inedita, su come il mistero degli UFO, tra folklore, mito e realtà, abbia contaminato anche in Italia le produzioni della Nona Arte, o anche dei momenti nei quali quest’ultima ne ha anticipato modelli e idee. Questa disamina è stata possibile, oltre che per la passione di lunga data dei due autori per i due argomenti – UFO e fumetti – anche per il lavoro di raccolta di altri collezionisti e ricercatori, uno fra tutti, Paolo Fiorino, anche lui parte della compagine CISU. L’articolo ha preso ispirazione dalla mostra “Fumetti dell’altro mondo. Le nuvole parlanti incontrano gli UFO” curata da Paolo Toselli presso il museo etnografico “C’era una volta” di Alessandria nella primavera del 2024.
Dopo un’introduzione che ripercorre la nascita del fenomeno, i primi avvistamenti del 1947 al ruolo svolto da alcuni personaggi negli Usa e in Italia e la sua evoluzione sino ai giorni nostri, l’articolo entra nel vivo.
Terrestri o marziani?
Ancora prima che i dischi volanti iniziassero a far notizia, negli anni Trenta del Novecento, dai pulp magazine le guerre spaziali si trasferirono ai fumetti e ad alcune storie di genere avventuroso con protagonisti, per esempio Buck Rogers, Flash Gordon e Brick Bradford, illustrate da fantasiose astronavi dai nomi esotici, come “giroscopi” e “cronosfere” che anticipavano le narrazioni successive. Da segnalare fra i più remoti, per quanto riguarda i fumetti nostrani, un episodio di Zamorro del febbraio 1946, su storia di Giovanni Bertinetti, uno dei fondatori della fantascienza italiana, e con i disegni di Ivo Cappellato.
Lì, una flotta di velivoli uguali ai futuri Flying Saucers, come si chiamavano nell’originale inglese i dischi volanti, ma in quel caso denominati “autogiri”, attacca una città con raggi distruttori – un motivo dominante nella fantascienza dagli inizi del Novecento, quello del raggio della morte.
Invece, con molta probabilità, il primo fumetto italiano in cui i dischi volanti furono disegnati e chiamati così è in un episodio del luglio 1948 della serie L’invincibile Dan (testi di Alberto Guerri e disegni di Renato Polese), in cui l’aereo a energia atomica del protagonista si mette all’inseguimento di un enorme disco metallico. L’ordigno riesce a colpire l’aereo di Dan, che si schianta al suolo. I suoi occupanti vengono fatti prigionieri dalla fantomatica potenza dell’Asia Minore che possiede il “disco”, ma che vuole conoscere anche i segreti del velivolo di Dan.
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Nel 1950, l’anno della prima grande data di avvistamenti in Italia, sono finalmente numerosi i fumetti che parlano di dischi volanti, siano essi provenienti da Marte oppure opera di qualche inventore stravagante. Una storia interamente dedicata all’enigma del momento apparirà in Italia proprio nel giugno di quella grazie a un giovane Onofrio Bramante, destinato a diventare celebre pittore e fumettista. Un albo spillato che, dopo aver ripercorso alcuni classici avvistamenti dei primordi dell’era moderna degli UFO, descrive il ritrovamento del cadavere di un extraterrestre di bassa statura recuperato da un’astronave precipitata. I suoi simili, definiti “disconauti”, riescono a riprendersi il corpo e a riportarlo sul loro disco. Un aereo supersonico si mette all’inseguimento della nave, ma il suo pilota viene catturato e trasportato su una base interplanetaria. L’uomo, presagendo le intenzioni ostili degli extraterrestri, si impossessa di un disco volante e fugge verso la Terra, ma viene abbattuto prima di poter lanciare l’allarme.
“Dischi” dal futuro?
Di tutt’altro genere, più umoristico e grottesco, la storia Pippo nel Duemila firmata dal grande Benito Jacovitti, pubblicata a puntate sul settimanale Il Vittorioso a partire dall’ottobre 1950: il protagonista e i suoi compari vengono letteralmente risucchiati (un esempio di un’ipotetica tecnologia, quella del “raggio traente”, presente nella fantascienza ma anche nelle testimonianze ufologiche) da un mastodontico disco proveniente dal futuro, che li trasporta, viaggiando alla velocità della luce, nell’anno 2250.
Più avanti, di sicuro da segnalare un soggetto originale, quello rappresentato da Fulgor, il cavaliere del cielo (storie di Roberto Renzi e disegni di Augusto Pedrazza), pubblicato in formato striscia tra il 1952 e il 1953. La trama ha per protagonista il giovane pilota spaziale Fulgor: durante un combattimento il suo aereo si schianta contro un disco volante. In seguito all’incidente, il protagonista fa la conoscenza degli abitanti di Marte, che scopre essere divisi in due fazioni, una cordiale con la quale fa amicizia e l’altra ostile, con cui entra in conflitto.
Da ricordare, sempre di Renzi e Pedrazza, la contaminazione marziana del fumetto Akim, il figlio della jungla, che tra il 1955 e il 1956 propone un’avventura a base di dischi volanti, e le storie di Capitan Walter, che appaiono negli Albi del Vittorioso. Vi figura un lungo episodio pubblicato a puntate nel 1955, in cui si ritrova un’interessante variazione del mito UFO, quella dei supposti “dischi volanti” che sarebbero stati inventati dai nazisti.
Di grande interesse anche le tavole a colori, riprodotte a tutta pagina nell’articolo di Ciardi e Toselli, apparse in origine in più numeri numeri del settimanale Il Giornalino nel corso del lontano 1953, sotto il titolo Dischi volanti a firma di Kurt Caesar, il celeberrimo fumettista e illustratore di origine tedesca naturalizzato italiano.
Altre decine di illustrazioni, altrettanto rare o dimenticate, rendono davvero delizioso e originale l’articolo dei due autori.
Piccolo spazio pubblicità
Un capitolo curioso del lavoro di Ciardi e Toselli riguarda la presenza di marziani e dischi volanti nel fumetto pubblicitario. Quasi anticipando la grande ondata di avvistamenti e di “incontri ravvicinati” con i presunti fenomeni che nell’autunno 1954 travolse l’Italia, su ben tre testate, cioè Il Vittorioso, Topolino e il Corriere dei Piccoli, dal mese di settembre di quell’anno fece la sua comparsa la striscia, con vignette e didascalie in rima, Astronauti a Marte, che pubblicizzava il cioccolato Motta, gradito, ovviamente, anche dagli abitanti del pianeta rosso. Sempre negli Anni Cinquanta, altre strisce pubblicitarie ufologiche promossero le proprietà del riso e della lana, altri dolciumi, un detersivo e persino il famoso antiacido “Magnesia” della San Pellegrino.
Nel capitolo “Le cronache degli UFO”, non mancano i fumetti che negli anni hanno rielaborato ogni sfaccettature delle narrazioni dei testimoni e del folklore UFO: le pariole degli avvistatori, infatti, hanno ispirato intere storie a fumetti, oppure episodi di fumetti che hanno rappresentato, più o meno fedelmente, quei resoconti. Basti pensare ai francesi Jacques Lob e Robert Gigi, che nel 1969 trasposero in bande dessinée parecchi classici della casistica ufologica internazionale. Per l’Italia alcune storie dei due, tradotte, furono pubblicate sul settimanale per ragazzi Corrier Boy a partire dal febbraio 1977 e poi, nel 1992, sul mensile Ken Parker Magazine. Negli Anni Settanta anche il Corriere dei Piccoli e il Corriere dei Ragazzi adottarono in fumetti altri episodi classici, in un’occasione con soggetto di Mino Milani (sotto lo pseudonimo di P. Selva) e disegni di Giancarlo Alessandrini, colui che poi darà vita graficamente a Martin Mystère. Anche Edoardo Morricone, lui stesso ufologo e fumettista, autore del fumetto Jorgo, una classica storia di Antichi Alieni, nel 2007 ha ricostruito il caso americano di Pascagoula, uno dei primi episodi di presunto rapimento alieno, avvenuto nel 1973, in un albo della collana Teramo Comix. Insomma, divulgazione della casistica UFO, attendibile o meno che sia, e fumetti, in Italia si sono intrecciate spesso, e nell’articolo apparso sulla rivista dell’ANAFI, Ciardi e Toselli questo rapporto lo pongono nella luce che merita.
Il legame tra fenomeno UFO, cultura pop e la storia delle credenze collettive come riflesso nella fumettistica, è stato ulteriormente arricchito dall’incontro “UFO: è tutto vero!” tenutosi il 29 marzo scorso in occasione della nona edizione di Lucca Collezionando, il festival del fumetto vintage-pop. L’evento, promosso dalla stessa ANAFI, ha visto insieme Alberto Becattini, Marco Ciardi, Pier Luigi Gaspa, Paolo Toselli e Paolo Gallinari. Ne è risultato evidente che gli aspetti folkloristici e mitologici del fenomeno UFO ne hanno fatto una narrazione intramontabile, che i fumetti, a loro volta, hanno accolto e rilanciato.
Il nostro consiglio, dunque, è di procurarvi questo numero di Fumetto, e di tenerlo caro in libreria!
L’articolo UFO e fumetti in Italia: un articolo da collezione ne racconta la storia proviene da CISU – Centro Italiano Studi Ufologici.