Ufo, la mappa degli extra-terresti in Italia. Il dossier dell’Aeronautica militare: dove li hanno visti

Nell’immaginario collettivo l’acronimo Ufo (Unknown flying object, ovvero oggetto volante non identificato, conosciuto da tutti) è sinonimo di extraterresti. Di alieni, se preferite. Ma nel linguaggio della burocrazia italiana, nel caso specifico dell’Aeronautica militare, il termine in uso è Ovni: Oggetti volanti non identificati. E di questi Ovni i piloti dell’Arma azzurra nel 2016 (il dato dell’ anno scorso non è stato ancora elaborato) ne hanno avvistati almeno 4. Tre in Veneto e uno in Emilia Romagna.

Dunque gli alieni esistono davvero? Oltre la Terra vi sono altri pianeti abitati? Ci sono altri mondi nello spazio?
«Et» non è solo un film? Le domande sono tutte legittime e alimentano la fantasia di chi vuole credere.



Come gli aderenti al Cun, il centro ufologico nazionale, che di avvistamenti, nel 2017, ne hanno registrati 110, contro i 118 del 2016. Un leggero calo che non modica la sostanza.

Qualcosa, lassù nel cielo, fra le nuvole, si muove. Il numero più alto è stato registrato in Lombardia, con 21 casi. A seguire Veneto con 13, Lazio 11, Toscana 10, Emilia Romagna 9, Piemonte 7, Campania, Marche, Puglia e Liguria 5 casi ciascuna), Abruzzo e Sardegna 3, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Sicilia e Valle d’ Aosta 2 e Umbria con una sola segnalazione. Per quattro casi non è specificata la regione. Insomma, per il Cun l’ argomento è serio e va preso in considerazione. Grazie anche alle conferme dei piloti militari.

L’ Aeronautica, essendo l’ organismo istituzionalmente incaricato di raccogliere le segnalazioni di Ovni, usa toni pragmatici, seguendo un’ impostazione decisamente più razionale e meno passionale.

Detto ciò non significa che non ci sia qualcosa di strano, visto che l’ indagine tecnica condotta dai militari ha lo scopo di garantire la «sicurezza» del volo. Se l’ oggetto «misterioso» non è un pallone sonda, un aeroplano tracciato dai radar o comunque un fenomeno noto, allora a tutti gli effetti viene classificato come Ufo. Il che non vuol dire che gli alieni siano tra noi. «Significa solo che non è stato possibile individuare una giustificazione tecnica o naturale di quel fatto», spiegano dall’ Aeronautica, precisando che non è compito loro esprimersi sull’ attendibilità dell’ avvistamento. Le segnalazioni registrate dall’ Arma azzurra sono avvenute l’ 8 febbraio 2016 a Pieve d’ Alpago in provincia di Belluno, dove un cittadino ha visto, in pieno pomeriggio, una luce che procedeva a zig-zag a circa 2mila metri dal suolo.

Il 15 agosto in località Porto Verde di Misano Adriatico, a Rimini, un’ altra persona ha avvistato ad alta quota due gruppi di oggetti «di forma sferoidale», un gruppo bianco e un altro bianco e rosso-arancio.

Infine il 23 settembre e il 4 dicembre, a Spinea, in provincia di Venezia altri due avvistamenti. Nella scheda dell’ Aeronautica non è precisato se fatti dalla stessa persona, trattandosi di «numerosi oggetti di forma circolare» a 300 metri dal suolo, nel primo caso, e di due oggetti, uno di forma imprecisata e l’ altro circolare, a quota non definita, nel secondo caso. Sempre stando ai dati dell’ Aeronautica nel 2015 le segnalazioni sono state solo due e otto nel 2014.

Dal 1972 a tutto il 2016 sono stati 459 gli avvistamenti «ufficiali» di Ufo in Italia.

Ma l’ anno chiave, secondo gli esperti del Cun, sarebbe il 2014. Tra le segnalazioni di quel periodo ce n’ è una che gli ufologi definiscono ad «alta credibilità», con «indagini svolte a livello istituzionale».

Si tratta dell’ avvistamento avvenuto a Pariana di Massa, in provincia di Massa Carrara, il 5 aprile, inserito anche nel registro «ufficiale» dell’ Aeronautica militare, insieme ad altri sette casi verificatisi quell’ anno.

Alcuni cittadini della piccola frazione avrebbero avvistato un oggetto di forma circolare, di colore «blu elettrico intenso» a soli cinque metri dal suolo. Si muoveva a velocità «elevata» con moto «rotatorio antiorario», si legge nel rapporto agli atti dell’ Arma azzurra.

Secondo il Centro ufologico nazionale, rispetto alla gran mole di segnalazioni che arrivano, dalle fonti più disparate, «la media dei casi attendibili si ferma ad una percentuale del 5-10%».

Numeri, statistische e storie alimentato entrambi le correnti di pensiero. Gli Ufologi continueranno a credere nell’ arrivo di «Et». Gli scettici insisteranno a parlare di «suggestioni» e «visioni». E a noi non resta che sperare nei piloti militari. Prima o poi un «Top gun» tricolore racconterà la storia di questi avvistamenti di Ovni. O Ufo, se preferite.[fonte]

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