La NASA annuncia le “prove certe” della vita aliena, ma due ricercatori italiani la pensano diversamente

“Probabilmente gli alieni sono già qui”: l’ing. Ennio Piccaluga e il dott. Angelo Carannante dopo l’annuncio della NASA

“Sono incredibili a volte i rappresentanti della Scienza ufficiale: è di poche ore fa l’annuncio di Ellen Stofen, la donna  a capo degli scienziati della NASA, relativo alla possibilità che nel prossimo decennio possa esserci la svolta decisiva in merito alla scoperta di vita aliena“. Lo affermano, tramite una nota, i ricercatori del Centro Ufologico Mediterraneo, ing. Ennio Piccalunga e dott. Angelo Carannante.

“Subito dopo aggiunge però che entro venti o trenta anni potremmo sciogliere questo dubbio, specificando di riferirsi, ovviamente, alla scoperta di eventuali microrganismi. Sempre così gli annunci NASA. Si annuncia la scoperta di acqua o di vita  su Marte e poi  si rinnega il tutto. Si parla di imminente scoperta di vita extraterrestre e subito dopo si smentisce sia l’imminenza, sia che si possa trattare  di vita evoluta” proseguono i due ricercatori italiani

Ellen Stfan a capo degli scienziati NASA

“Hanno tutti paura a toccare questo argomento, tanto da non mettere limiti alla prudenza, pur disponendo di dati importanti ed evidenti La notizia lanciata dalla NASA quindi proprio in queste ore è ritenuta da molti sensazionale. Tuttavia, per due ricercatori come noi non lo è affatto. A ben vedere, l’agenzia spaziale per antonomasia è stata fin troppo prudente e là fuori c’è molto, ma molto di più. Chiediamo che ci sia data la possibilità di parlarne in una tv nazionale perché la gente deve sapere la verità. Non promettiamo chissà quali rivelazioni  sensazionali, ma solo sensibilizzare l’opinione pubblica, senza ovviamente generare allarmismi perché proprio non ce n’è motivo, su indizi già acquisiti e che si sottovalutano sistematicamente. Altro che trent’anni, ci sono in realtà tutti gli elementi per affermare che la risposta definitiva su questa annosa querelle potremmo averla in meno di cinque anni, e vediamo perché. Il telescopio spaziale Kepler, lanciato nel 2009, ha fornito un’infinità di dati ed ha scoperto forse più di 3500 esopianeti, e dico forse perché sono ancora in elaborazione i risultati definitivi di questi studi.

Il Telescopio spaziale Kepler

Ora Kepler, avendo per un guasto perduto il controllo di stabilità, è parzialmente fuori uso, ma sta per essere sostituito con strumenti di gran lunga più precisi. Per esempio l’ESA sta approntando la missione Cheops, tesa non a scoprire nuovi mondi ma a studiare molto da vicino quelli già scoperti da Kepler. In più Cheops raccoglierà le informazioni per preparare la strada al futuro, prossimo telescopio spaziale James Webb che entro il 2018 sarà posto in orbita intorno alla Terra in un punto Lagrangiano tipo L2, nel cono d’ombra del nostro pianeta, a circa un milione e mezzo di chilometri. Protetto dalla luce del Sole potrà scrutare là dove nessuno (umano) ha mai osato prima, nell’atmosfera degli esopianeti fino a trovare quei gas come l’ossido di azoto o il metano che potrebbero comprovare l’esistenza di forme di vita. E’ ormai evidente che se c’è vita da qualche parte, avremo a breve gli strumenti per individuarla e con sicurezza.

Eppure avremmo già adesso gli elementi per rispondere affermativamente alla domanda “c’è vita nell’Universo?”, anzi abbiamo dati che attesterebbero vita non elementare ma intelligente nel nostro Sistema Solare. E’ di pochi mesi fa la scoperta dalla sonda Rosetta, sull’asteroide 67P Churinov Gerasimenko, di una struttura con evidente connotazione di artificialità. E’ alta, secondo le nostre stime, più di cento metri, troppo per essere stata lì posizionata  dall’uomo. E’ di una evidenza lapalissiana, ma non c’è da parte del controllo missione nessuna comunicazione in merito. Il bello è che sembra che anche su altri asteroidi qualcuno potrebbe aver lasciato costruzioni e stazioni di rilevamento, come risulta dalle foto inviate dalle varie sonda sia Nasa che Esa, foto da noi del CUFOM mostrate al Convegno di Pomezia, lo scorso 29 Marzo. Troppo per essere solo frutto di pareidolia cioè di illusioni della nostra mente. Grande è stata l’attenzione generata e riporteremo il tutto sul prossimo numero del c.UFO.m. Magazine notiziario gratuito online scaricabile sul sito ufficiale del C.UFO.M

Ben venga quindi questo salto in avanti della Nasa, ma forse è arrivato il momento da parte degli scienziati di abbandonare la prudenza ed avere un po’ più di coraggio, per non correre il rischio di arrivare secondi, dopo altri ricercatori forse meno ufficiali, ma anche meno timorosi di affrontare una verità sempre più evidente e ormai non più occultabile. Le nostre ricerche infatti conducono a forme di vita intelligente  che sono già entrate in contatto ed hanno addirittura interagito con l’umanità. Troppi sono per l’appunto gli indizi se non vere e proprie prove che la scienza e i dogmi dominanti sottovalutano o addirittura considerano come pura eresia. Chi avrebbe scommesso solo fino a pochi anni fa che gli scienziati parlassero di universi paralleli, viaggi nel tempo e le apparentemente assurde leggi della fisica quantistica? Un ruolo decisivo giocano i tanti bistrattati e vituperati ufo. Vi enunciamo solo alcuni dati, si proprio così, “dati” incontestabili della presenza di vita extraterrestre già nello spazio prossimo alla terra, ma anche sulla terra stessa. Si tratta di documenti e notizie indiscutibili certe al 100% e che offrono spiegazioni poco “terrestri”:

26 febbraio 1942, Battaglia contro gli ufo a Los Angeles. Un ufo, era stazionario su tale città, fu bombardato da migliaia di proiettili anche di artiglieria pesante senza subire nemmeno un graffio. Le versioni ufficiali parlarono di un pallone sonda. Come è possibile che non si riuscì ad abbattere un misero pallone sonda? Molti testimoni videro l’oggetto “bombardato” fluttuare ed andarsene come nulla fosse successo. Esistono anche alcune foto che mostrano certamente un ufo inquadrato dai riflettori, non perché la foto in sé stessa sia una prova, ma per come si è svolta tutta la vicenda;
–  30 maggio 1990. Ufo  triangolare del Belgio. C’è un video in proposito. Si era a pochi chilometri dal confine con l’Olanda. Centinaia di persone e diverse pattuglie della polizia belga guardano sbigottiti per molti minuti le strane evoluzioni di un ufo. Si fecero decollare due F16 i quali si misero subito in contatto radar con l’oggetto volante non identificato. Improvvisamente l’ufo passò in modo assolutamente eccezionale da 300 a 1700 piedi d’altezza ed accelerò da 280 a ben 1700 chilometri orari in un solo secondo. Semplicemente impossibile ed inconcepibile per gli umani;

– agosto 1996, Monte di Procida, Napoli. Un disco volante volava sopra il paese per diversi minuti. Tantissimi testimoni che ripresero l’ufo con una telecamera a nastro VHS. Le analisi del C.UFO.M. hanno confermato che si trattava di un oggetto volante non convenzionale. Il video su youtube totalizzò circa 100.000 visualizzazioni. Le indagini sul posto hanno confermato l’affidabilità dell’ufo files.

Abbiamo riportato solo tre casi su decine e decine assolutamente inspiegabili. La stessa cosiddetta “archeologia proibita”, tra cui l’archeologia spaziale prima citata, cioè manufatti anche antichissimi o costruzioni impossibili, è ignorata dall’archeologia ortodossa e dagli scienziati accademici i quali si ostinano a negare l’evidenza dei fatti. L’unica ipotesi che tiene è quella di presenze extraterrestri sulla terra.

E’ inutile quindi spendere tanti soldi se è la vita aliena che si cerca. Dovremmo piuttosto concentrarci sul modo di comunicare con tali esseri. Un noto astronomo americano Derrick Pitts  ha pubblicamente annunciato di volere studiare  gli avvistamenti Ufo esattamente come si studiano tutti i fenomeni scientifici.

Egli è ricercatore, capo astronomo e direttore dei “Planetarium Programs” presso il Franklin Institute Science Museum a Philadelphia, quindi persona molto qualificata. Gli accademici e la scienza cosiddetta “ufficiale”, vale a dire quella che si accoda ai dogmi imperanti anche contro tutte le evidenze, rifiutano sistematicamente di parlare di Ufo: niente più degli ufo può distruggere immediatamente un prestigio raggiunto in anni di studi, ricerche e dedizione. Gli ovni (altro acronimo degli oggetti volanti non identificati) non possono essere presi sul serio.

Oggetti che volano sopra le nostre teste e che incredibilmente l’ establishment ignora come se nulla fosse, e magari i media concedono uno spazio sconfinato agli oroscopi.

E la NASA sta ancora parlando di microrganismi. Astronomi, astrofili, politici, religiosi, militari, ci hanno raccontato personalmente e confidenzialmente che vige una consegna del silenzio ferreo. Ma non lo possono proclamare ai quattro venti.

Se uno di loro parla pubblicamente di ufo e magari di esperienze personali, si espone pesantemente e viene emarginato e deriso, quasi si parlasse delle streghe. Se anche esponenti della scienza ufficiale come Wang Sichao, astronomo planetario dell’Osservatorio della Montagna Purpurea dell’Accademia Cinese delle Scienze non hanno avuto timore a definire gli ufo “eventi credibili sostenuti dall’osservazione”, allora un problema, o meglio un fenomeno inesplicabile esiste.

“Questi fatti” ha anche detto Sichao “non possono essere spiegati con le attuali conoscenze scientifiche”. Dopo molti decenni di studi e ricerche, lo scienziato è poi giunto alla conclusione che non sono stati fatti progressi nella comprensione del fenomeno ufo. Secondo lui, la ragione principale è che il fenomeno ufo è casuale e relativamente raro, spesso scomparendo in pochi secondi. Wang aggiunge che quando i telescopi professionali si mettono in azione e si cerca di inquadrare un ufo questo è già sparito.

Così è necessario basarsi sulle informazioni di testimoni occasionali. I telescopi però, aggiungiamo noi, per come sono strutturati non sono molto adatti a seguire eventi ufologici, per cui occorrerebbe studiare gli ufo con una metodologia studiata a proposito.

Un approccio piuttosto valido è costituito dallo studio delle luci di Hessdalen in Norvegia dove una equipe di scienziati ha svolto e sta svolgendo un ottimo lavoro, ma le soluzioni sono ancora lontane. Non a caso questi inafferrabili oggetti sono stati immortalati e ripresi anche nello spazio e su astri, e crediamo fermamente che molti ufo siano frutto di tecnologie super evolute estranee a questo mondo. Studiamo astri distanti anche migliaia di anni luce, ma forse la soluzione l’abbiamo sotto il nostro naso, proprio qui in casa nostra.

Ma ci chiediamo: se anche l’ESA o la NASA scoprissero vita intelligente, renderebbero pubblica la notizia? Abbiamo i nostri seri dubbi. Se ci daranno modo di parlarne in tv allora spiegheremo per bene la questione. E’ ora che la scienza, quella son la “ S” maiuscola, si svegli. Qualcuno probabilmente è già qui“.[fonte]

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