Due piccoli misteri spaziali

Insoliti eventi naturali rilevati su Cerere e Marte sollevano nuove domande sul nostro sistema solare

Queste immagini,le più nitide del pianeta nano Cerere, sono circa quattro volte più dettagliate rispetto alle migliori foto scattate dal telescopio spaziale Hubble.
Fotografia di NASA/JPL-CALTECH/UCLA/MPS/DLR/IDA

Le ultime osservazioni dello spazio stuzzicano la curiosità degli astronomi: la sonda Dawn ha fotografato strane luminescenze su Cerere, mentre un gruppo di astronomi dilettanti hanno individuato insoliti pennacchi sulla superficie di Marte. Non si hanno ancora risposte certe in grado di spiegare questi fenomeni, ma sono nate le prime ipotesi.

Punti luminosi su Cerere

Nuove immagini del pianeta nano Cerere, il più grande corpo nella fascia degli asteroidi, rivelano un mondo ancora più strano di quanto gli scienziati si aspettassero.

Ricco d’acqua e relativamente grande, Cerere è un’anomalia rispetto agli altri corpi presenti nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove, perlopiù rocce spaziali piccole e polverose. Il pianetino, che ha un diametro di 950 chilometri, è butterato da crateri, come mostrano le foto in alto, pubblicate di recente dalla NASA. Ci sono zone curiosamente accidentate al polo sud e misteriosi punti luminosi che appaiono sulla superficie del pianeta. Queste aree più chiare stanno attirando l’attenzione degli studiosi, che ancora non hanno certezze sulla loro natura; almeno una di esse era già stata
avvistata tramite il telescopio spaziale Hubble. Secondo alcuni potrebbe trattarsi di distese di ghiaccio, ma l’ipotesi non è stata confermata.

“Grazie al nostro satellite abbiamo una visione nitida di punti che Hubble non poteva scorgere”, dice Marc Rayman, capo ingegnere e direttore della missione Dawn, che lavora presso il Jet Propulsion Laboratory della NASA: “Quando Dawn si avvicinerà e raccoglierà dati sul loro aspetto e la loro composizione, potremo capirne qualcosa di più. Non vedo l’ora”.

Le immagini sono state scattate il 12 febbraio, quando la sonda si trovava a 86.000 chilometri da Cerere. Dawn sarà in orbita intorno a Cerere a partire dal 6 marzo e passerà il prossimo anno alla ricerca di indizi sul pianeta nano: di cosa è fatto, cosa c’è sotto la superficie, da dove vengono i ciuffi di vapore acqueo recentemente osservati. Cerere e suoi vicini, come Vesta, risalgono agli albori del sistema solare, quando il Sole era giovane e i pianeti emersero da un disco turbinante di gas e polvere. Possono aiutarci a ricostruire la nascita del sistema solare, 4,5 miliardi anni fa.

Pennacchi di gas sono stati individuati in una zona dell’emisfero sud di Marte (evidenziata nel cerchio giallo); sono i più alti e duraturi mai rilevati. Illustrazione per gentile concessione di Grupo Ciencias Planetarias (GCP) – UPV/EHU

Nuvole su Marte

Una rete internazionale di astronomi dilettanti ha individuato quelle che appaiono come emissioni di gas o vapore che si levano dalla superficie di Marte.  Gli astronomi sono però incerti sulla loro natura: “Ogni spiegazione sfida la nostra comprensione dell’alta atmosfera di Marte”, dice Agustín Sánchez-Lavega, astronomo professionista presso l’Università dei Paesi Baschi, a Bilbao, in Spagna, autore principale di un rapporto sul fenomeno appena uscito sulla rivista Nature.

I pennacchi sono stati fotografati per la prima volta tra marzo e aprile 2012 da Wayne Jaeschke, un avvocato specializzato in brevetti che vive a West Chester, in Pennsylvania, membro dell’Association of Lunar and Planetary Observers (APOL). Accade spesso che abili dilettanti documentino importanti fenomeni celesti: i non professionisti, per esempio, sono stati i primi a vedere alcune supernove e comete e, nel 2009, un dilettante australiano di nome Anthony Wesley ha osservato l’impatto di una cometa su Giove.

Già in passato dei dilettanti avevano individuato una nuvola che si levava da Marte per la prima volta. Veicoli spaziali e grandi telescopi terrestri hanno poi osservato eventi di questo tipo molte volte, ma si era sempre trattato di nuvole formate da particelle di polvere o ghiaccio che non superavano i 100 chilometri dalla superficie. I pennacchi misteriosi hanno invece raggiunto una quota più di due volte superiore e sono rimasti visibili per dieci giorni. È difficile che delle polveri abbiamo raggiunto quell’altezza e, in ogni caso, sarebbero state spazzate via in fretta dai venti. Potrebbe anche essersi trattato di un’aurora, simile alle aurore boreali visibili dal nostro pianeta, ma sarebbe dovuta essere incredibilmente brillante per essere avvistata dalla Terra.

L’unica speranza degli astronomi è che il fenomeno si ripeta. “Dobbiamo solo continuare a guardare”, afferma Sánchez-Lavega. Al momento il pianeta rosso è monitorato dal satellite MAVEN (Mars Atmosphere and Volatile Evolution Mission), che ha raggiunto Marte lo scorso settembre per studiarne l’atmosfera. La sonda sta rilevando dati da cinque mesi, dati che non sono ancora stati analizzati. “Se in quel periodo è scoppiata una nuvola, con un po’ di fortuna il satellite potrebbe aver registrato il fenomeno” dice Bruce Jakosky della University of Colorado, ricercatore principale del progetto MAVEN.[fonte]

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