NASA Cassini: probabili onde sui mari di Titano

Credit: NASA/JPL-Caltech/SSI/Jason W. Barnes et al.

Titano, la grande luna di Saturno, è nota per essere ricca di mari e laghi nella sua regione settentrionale. Costituiti principalmente di metano, la rendono l’unico altro luogo del nostro Sistema Solare con liquido stabile in superficie oltre la Terra.

Da quando la sonda della NASA Cassini è arrivata nel sistema di Saturno nel 2004, ha effettuato ben 100 sorvoli intorno a questo incredibile mondo, molti dei quali hanno permesso una vista privilegiata sulla “Terra dei Laghi” del nord.
Tuttavia, nonostante gli scienziati siano riusciti ad ottenere dati senza precedenti, come quelli sulla profondità del Ligeia Mare, si sono sempre stupiti nel vedere la superficie di questi bacini sorprendentemente liscia e piatta.

Ma ora su Titano le stagioni stanno cambiando e la primavera si sta trasformando in estate per la prima volta nell’emisfero nord dal 2004 (un anno su Titano dura 29,5 anni terrestri, per cui le stagioni sono decisamente lunghe!) così, studi precedenti avevano già predetto qualche sorpresa.
Le condizioni meteorologiche potrebbero guidare il cambio stagionale con uragani e cicloni in grado di creare onde sui mari di idrocarburi.

Gli idrocarburi liquidi, più viscosi dell’acqua risulterebbero più difficili da muovere e in base ai modelli era stato stimato che ci sarebbero voluti venti di 2 o 3 chilometri all’ora per creare onde di 0,15 metri, valore approssimativo strettamente dipendente dalla composizione del mare. Ma d’altra parte, ricerche come quella di Tetsuya Tokano, scienziato presso l’Istituto di Geofisica e Meteorologia dell’Università di Colonia, avevano ipotizzato che, in estate, l’evaporazione dei mari avrebbe potuto creare energia sufficiente per produrre venti fino a 70 km/h.

Ora, utilizzando i dati provenienti dai sorvoli della sonda della NASA Cassini effettuati tra il 2012 e il 2013, Jason Barnes dell’University of Idaho ed un team di esperti appartenenti ad altre istituzioni tra cui il JPL, la Cornell e il MIT, hanno forse trovato una prova concreta: un’onda sulla superficie del Punga Mare, uno dei laghi più grandi di Titano.

I risultati sono stati presentati alla 45° Lunar and Planetary Science Conference.

Il team ha identificato, in realtà, solo una variazione di luminosità in pochi pixel, solamente 4, ripresi dallo spettrometro VIMS (Visible and Infrared Mapping Spectrometer) a bordo della sonda Cassini, interpretandola come “onde”, o forse sarebbe più corretto parlare di increspature dato che sarebbero alte solo 2 centimetri.

“Forse Titano sta iniziando a muoversi”, dice Ralph Lorenz, scienziato planetario presso la Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory a Laurel, Maryland. “L’oceanografia non è più solo una scienza per la Terra”.

Questa, però, non sarebbe la prima volta che i strumenti della sonda rilevano tali sottili differenze, come nel caso del piccolo Kivu Lacus o del Ligeia Mare, dove  l’estate scorsa sarebbe apparso e scomparso un riflesso ribattezzato “Isola Magica“, forse un gruppo di onde, un ribollire da sotto la superficie o una sorta di iceberg, ma è sicuramente la prima volta che i dati vengono interpretati in questo modo.
I 4 pixel diventerebbero così, a tutti gli effetti, le prime onde viste su un mondo diverso dalla Terra.

L’immagine in apertura mostra l’incredibile riflesso creato dalla luce del Sole sui mari di Titano, ripreso dallo spettrometri VIMS durante il flyby T-85 (24 luglio 2012).

Naturalmente, le onde non sarebbero l’unica spiegazione per la variazione rilevata che potrebbe essere generata anche da una sorta di fango di idrocarburi o da una superficie bagnata ma questo potrà essere scoperto solo seguendo le prossime avventure della sonda della NASA Cassini! [fonte]

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