Nelle lune extrasolari possibili forme di vita

Illustrazione di una esoluna (Credit: NASA GSFC: Jay Friedlander and Britt Griswold)

Illustrazione di una esoluna (Credit: NASA GSFC: Jay Friedlander and Britt Griswold)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Identificati i satelliti naturali di 121 pianeti esterni al Sistema solare che potrebbero ospitare tracce di vita

Non solo pianeti: la vita nell’universo potrebbe essere ospitata dalle esolune, ossia dalle lune che orbitano attorno a pianeti giganti gassosi esterni al Sistema Solare e che diventano un nuovo obiettivo per i telescopi del futuro. Pronta la prima banca dati, con il catalogo di oltre 100 mondi giganti che potrebbero avere lune interessanti. Pubblicata sulla rivista The Astrophysical Journal, è stata messa a punto dai ricercatori guidati da Michelle Hill, dell’americana University of Southern Queensland.


“Includere le esolune nella ricerca della vita nello spazio amplierà notevolmente gli obiettivi che possiamo osservare”, ha detto Stephen Kane, astrofisico e astrobiologo dell’università della California a Riverside che ha partecipato alla ricerca.

 

Secondo i ricercatori le lune che orbitano intorno ai giganti gassosi scoperti al di fuori del Sistema Solare potrebbero fornire un ambiente favorevole alla vita, forse persino migliore della Terra. Questo perché ricevono energia e quindi calore non solo dalla loro stella, ma anche dalle radiazioni riflesse dal loro pianeta. I ricercatori hanno identificato 121 pianeti giganti scoperti dal telescopio spaziale della Nasa Kepler e che orbitano nella cosiddetta zona abitabile della loro stella, ossia la regione dove le temperature consentono l’esistenza dell’acqua liquida.

Questi pianeti simili ai nostri giganti gassosi, come Giove e Saturno, secondo gli astronomi, potrebbero ospitare molte lune rocciose. Queste esolune potrebbero essere potenzialmente in grado di ospitare la vita, proprio come lo sono alcune lune di Giove e Saturno, come Europa ed Encelado.

“Ora che abbiamo creato un database dei pianeti giganti che orbitano nella zona abitabile della loro stella, saranno fatte osservazioni mirate, per cercare le potenziali esolune” ha rilevato Hill. “Il nostro obiettivo – ha aggiunto – è studiare le proprietà di queste lune e cercare segni di vita”.[fonte]

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