AIM, uniti contro gli asteroidi pericolosi

Come supportare la missione dell’ESA che dovrebbe testare una manovra per deviare un asteroide: un test chiave per mettere alla prova le tecnologie adatte a difenderci dai NEO.

C’è una causa che accomuna Luca Parmitano, Stephen Hawking, Brian May (astrofisico e chitarrista dei Queen) e oltre un centinaio di altri scienziati: si chiama #ISUPPORTAIM ed è una campagna a sostegno della missione dell’ESA Asteroid Impact Mission (AIM, appunto).

L’1-2 dicembre, in una conferenza ministeriale dell’agenzia spaziale europea a Lucerna (Svizzera), si deciderà se finanziare o meno il progetto, che prevede di testare, insieme alla NASA, una manovra di deviazione di un asteroide.

Esistono decine di milioni di Near Earth Objects (NEO), detriti o massi celesti la cui orbita può intersecare quella terrestre. A ottobre 2016, ne sono stati identificati solo 15.000. Se uno di questi oggetti dovesse puntare verso il nostro pianeta, come potremmo difenderci?

attacco coordinato. La sonda AIM agirebbe nell’ambito della missione AIDA (Asteroid Impact & Deflection Assessment) in collaborazione con la Nasa. Due sonde, quella dell’ESA AIM e quella della NASA DART, partirebbero nell’ottobre 2020 in direzione del sistema binario di asteroidi 65803 Didymos, con l’obiettivo di colpire il più piccolo dei due massi, la “luna” di 170 m di diametro ribattezzata Didymoon.

Raccolta dati. Le due sonde arriverebbero alla meta nel 2022. DART si scaglierebbe contro l’asteroide satellite a una velocità di 6 km/s, cercando di rallentarlo e deviarne la traiettoria (con la cosiddetta tecnica dell’impatto cinetico). AIM dovrebbe invece raccogliere immagini e dati sui detriti rilasciati dall’impatto, che si vedrebbe anche da Terra, come una scia di detriti simile a quelle delle comete.

Prove generali. L’importanza della missione sarà proprio nella possibilità di testare l’efficacia e la fattibilità di queste manovre, che un giorno potrebbero rivelarsi l’unico modo per salvare la Terra da un pericoloso impatto. Così come la missione Rosetta è stata riconosciuta fondamentale sia dal punto di vista scientifico, sia da quello tecnologico e ingegneristico, allo stesso modo sarà importante, dicono i responsabili del progetto, continuare a investire sull’esplorazione di piccoli oggetti celesti, come gli asteroidi.

Come sostenerla. Per supportare in prima persona la missione, non perdetevi il video interattivo qui sotto, con l’appello degli scienziati (in cui potete decidere che cosa fare, come in una storia a bivi); firmate la petizione e twittate con hashtag: #ISUPPORTAIM.[fonte]

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