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San Lorenzo: ecco come osservare le Perseidi, stelle cadenti

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Categoria: Universo
Data pubblicazione Visite: 579

Il picco sarà l’11 e il 12 agosto: i consigli su come vedere al meglio lo spettacolo e fotografare le meteore

Come ogni anno la Terra, nel suo moto di rivoluzione attorno al Sole, è entrata in quella zona della sua orbita dove sono concentrati i residui lasciati dal passaggio della cometa Swift-Tuttle, che periodicamente incrocia la traiettoria del nostro pianeta (l’ultima volta è successo nel 1992)

Le piccole particelle (alcune inferiori al millimetro) lasciate nello spazio dall’astro chiomato, penetrando nell’atmosfera terrestre ad altissima velocità, si surriscaldano per l’attrito con l’aria e si incendiano, bruciando e dando origine al fenomeno delle stelle cadenti.

Quest’anno gli esperti prevedono che la pioggia stellata possa raggiungere le cento meteore per ora, addirittura centocinquanta e più secondo alcuni astronomi.

Il picco massimo è previsto nelle notti tra l’11 e il 12 e il 12 e il 13: con stime più realistiche, e osservando in luoghi molto bui, lontani da luci artificiali e dalle città, i più fortunati riusciranno a vedere anche cinquanta o sessanta stelle cadenti ogni ora.

Ma già da questo fine settimana, tempo permettendo, saranno visibili numerose avanguardie dello sciame principale.

Come, dove e quando osservare

Non servono particolari conoscenze della geografia celeste per godersi lo spettacolo: le meteore possono arrivare da ogni parte del cielo; ma come suggerisce il nome, puntando gli occhi verso la costellazione di Perseo la probabilità di vedere una sfavillante scia che attraversa la volta celeste in pochi secondi sarà più elevata.

Ma non c'è bisogno di saper individuare con esattezza la costellazione di Perseo, da dove si irradiano le meteore, è sufficiente rivolgere lo sguardo a nord-est, dove appunto è posizionata la costellazione.

Le ore migliori sono quelle a partire dall’una di notte, quando la luna (al primo quarto) sarà completamente tramontata e non disturberà col suo bagliore le osservazioni, consentendo di individuare anche le meteore poco luminose.

Ma anche in prima serata sarà possibile vedere numerosi bolidi e guardando verso sud ovest potrete godervi un altro affascinate spettacolo: la congiunzione tra Luna, Marte, Saturno e Antares, la stella più luminosa della costellazione dello scorpione che apparirà di colore arancione intenso.

Fotografare le stelle cadenti con lo smartphone: si può?

È la domanda che in questi ultimi anni mi rivolgono più di frequente in questa occasione. Non è impossibile ma è davvero molto, molto difficile e occorre anche una buona dose di fortuna.

Innanzitutto non sperate di coglierle al volo: il tempo di reazione per schiacciare il taso e il movimento seppur minimo del telefono tra le mani non consente di catturarle né di ottenere foto di qualità.

Se proprio volete cimentarvi a immortalare le stelle cadenti col vostro smartphone procuratevi prima di tutto un supporto rigido per lo stesso: su internet, nei siti di gadget per telefonia, sono in vendita piccoli cavalletti o treppiedi per mantenere stabile l’apparecchio. Si trovano anche nei negozi specializzati o di fotografia.

Poi è necessario scaricare qualche app per migliorare le funzioni della videocamera: l’ideale sono quelle che consentono di impostare tempi di posa oltre il secondo e di aumentare la sensibilità per riprese notturne.

Fondamentali sono le app che permettono di scattare fotografie a intervalli regolari impostando un periodo di tempo predefinito tra una foto e l’altra: ideale un intervallo di trenta secondi.

In questo modo la fotocamera riprenderà in automatico decine e decine di pose: alla fine, rivedendole, potrebbe comparire in qualcuna la sperata scia che solca il cielo. Ah, liberate spazio nella memoria del telefono o della scheda per far posto alle immagini.

Si può procedere con questo metodo facendo sequenze di foto per dieci minuti, poi si rivedono, si cancellano se non c’è alcuna stella cadente e si ricomincia. Consiglio: munitevi di un caricabatteria portatile perché il consumo di energia sarà elevato.

Le foto con la reflex

Resta il metodo principe e più efficace. Anche in questo caso è d’obbligo il cavalletto e la tecnica da usare è quella del time lapse: si scattano cioè foto del cielo a intervalli regolari come se si volesse poi utilizzarle per fare un video.

Impostando un tempo di posa di trenta secondi, per esempio, nell’immagine acquisita si vedranno le tracce curve e colorate delle stelle (che si sono mosse durante l’esposizione a causa della rotazione terrestre) e, se in quell’intervallo di tempo è passata una meteora, la sua immagine apparirà come una luminosa linea retta.

Usate obiettivi a grandangolo (da 16 a 28 mm) aprendo il diaframma al massimo consentito per aumentare la luminosità e scegliendo la sensibilità ISO a partire da 800 in avanti (1600 è l’ideale).

Se preferite invece un’immagine più realistica del cielo, con le stelle “fisse” nelle loro posizioni, diminuite l’esposizione a pochi secondi ma dovrete adottare obiettivi molto luminosi, da 1.8 a 2.8.

Per evitare il mosso meglio impiegare un telecomando con filo flessibile o wireless.

Usare la classica macchina fotografica compatta

Anche qui le impostazioni sono simili a quella della reflex: non impiegare lo zoom, sensibilità ISO alta e se le caratteristiche dell’apparecchio lo consentono eseguire pose le più lunghe possibili.

Naturalmente la fotocamera deve stare ben ferma, quindi in mancanza di un supporto o treppiede, si può per esempio appoggiare a un muretto o sopra la capotta della macchina (ma il cavalletto, anche piccolo, è comunque la soluzione migliore).

Anche se ci sono metodi per immortalare le stelle cadenti per ogni tipologia di fotocamera, da quella professionale a quella dello smartphone, l’emozione più intensa e suggestiva resta quella di vederle dal vivo: accomodatevi su una sdraio, rilassatevi, stappatevi una bibita e aspettate un quarto d’ora per far abituare gli occhi al buio.

A quel punto stop con i cellulari (la luminosità del display riduce la sensibilità all’oscurità appena acquisita) e alzate lo sguardo al cielo. Se riuscirete a stare un paio d’ore senza aprire o guardare lo schermo del telefono lo spettacolo, credeteci, è garantito.[fonte]

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