Tag Archives: ISS

C’è acqua su una luna di Giove. “Ora cercheremo lì forme di vita”

Dalla superficie ghiacciata di Europa si alzano getti di vapore, segno che sotto si nasconde un oceano. La scoperta grazie alla rielaborazione di dati acquisiti nel 1997 dalla sonda Galileo. Che ora guideranno le future missioni spaziali dirette verso il pianeta gigante. Alla ricerca di ET

In Puglia lo spazioporto italiano per i turisti delle stelle. “Primi voli suborbitali dal 2020”

Credit: Instagram / @virgingalactic

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Le capsule della Virgin Galactic con sei passeggeri a bordo, più due di equipaggio, partiranno da Taranto-Grottaglie. L’Ad di Altec Giorgio: “Ma puntiamo ad avere un velivolo italiano e creare un polo di ricerca”

Ufo, cosa succede ora che Pentagono e media ne hanno parlato

La notizia lanciata tempo  fa sulla prima pagina del New York Times, “Real U.F.O.s? Pentagon unit tried to know”, rilanciata da tutti media mondiali televisivi e della carta stampata,sembra aver colto di sorpresa, quanti pensavano che la questione Ufo per le forze armate Usa, fosse finita nel 1970 con la chiusura del Project blue book. Invece adesso si viene a conoscenza dell’esistenza di un progetto, “Advanced aerospace threat identification program” (Aatip), iniziato nel 2007, gestito da un funzionario dell’intelligence militare del Pentagono, Luis Elizondo e finanziato su richiesta del Senatore democratico del Nevada Harry Reid, che all’epoca era il leader della maggioranza del Senato.

Costato 22 milioni di dollari all’anno, che rispetto ai 600 miliardi di dollari di budget annuali del dipartimento della Difesa sono quasi nulla, il progetto è stato anche realizzato con fondi neri cioè occulti al bilancio ufficiale federale, noti come Black project, una somma comunque irrisoria rispetto al potenziale che avrebbe necessitato la Bigelow aerospace coinvolta nella faccenda e con Bigelow protagonista e appassionato di Ufo.

Stazione spaziale Cinese, caduta per le ore 11,30 – possibili frammenti in Italia

Nelle ultime ore brillerà come la stella Vega. Fino alla fine sarà impossibile sapere se e dove i suoi frammenti cadranno sulla Terra. L’Italia dall’Emilia in giù rientra comunque fra le zone “non escluse”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA STAZIONE spaziale cinese Tiangong 1 sta “ruzzolando” verso la Terra, ruotando e oscillando in modo irregolare, tanto da far slittare di qualche ora le previsioni per il rientro, che restano comunque incentrate sul primo aprile. Nella riunione di venerdì pomeriggio alla Protezione Civile, la stima dell’orario è intorno alle 11.26, con una finestra di incertezza di circa 12 ore, Le previsioni sono comunque soggette a continui aggiornamenti. La probabilità che uno o più frammenti colpiscano l’Italia sono dello 0,2%. Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Marche, Umbria, Abruzzo, Molise, Lazio, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna le regioni potenzialmente interessate.

Nel frattempo questo veicolo spaziale in caduta libera si prepara a dare spettacolo con l’ultimo passaggio visibile dall’Italia, soprattutto dalle regioni meridionali, e l’appuntamento per osservarla al meglio è alle 5:50 di sabato 31 marzo, quando sarà brillante nel cielo come la stella Vega. “La stazione Tiangong1 continua a ruotare in modo irregolare”, ha detto Claudio Portelli, dell’ufficio Space Situational Awareness dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Tiangong 1, ossia il ‘Palazzo celeste’ che è stato la prima stazione spaziale cinese, si trova adesso a circa 190 chilometri dalla Terra e l’impatto nell’atmosfera dovrebbe avvenire quando il veicolo sarà alla quota di 120 chilometri: “Sarà difficile inquadrare quel momento con i radar – ha detto ancora Portelli – e da allora resteranno 45 minuti per calcolare il punto in cui avverrà il rientro”. La caduta della cinese Tiangong-1 viene seguita costantemente dagli scienziati dell’Istituto nazionale di astrofisica (Inaf) attraverso i radiotelescopi della “Croce del Nord” di Bologna, del “Sardinia Radio Telescope di San Basilio in Sardegna e dei radar del Poligono del Salto di Quirra a Cagliari.

Stazione spaziale cinese, l’Asi: “Rientro il 10 aprile, remote possibilità di frammenti in Italia”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

IL 10 APRILE è la data più probabile dell’impatto, secondo le stime dell’Agenzia Spaziale Italiana. Ma la “finestra di possibilità” si apre già dal 21 marzo. Il modulo della stazione spaziale cinese Tiangong-1 sta scendendo verso la Terra senza controllo. Al momento si trova a 250 chilometri di altezza e passa sopra alle nostre teste (in Italia) quattro volte al giorno. Quando raggiungerà i 90 chilometri, l’attrito con l’atmosfera inizierà a renderlo incandescente. Da quel momento si potrà parlare di “caduta” vera e propria. Fra le aree in cui è possibile l’impatto c’è anche l’Italia a sud di Firenze, anche se le probabilità sono bassissime: nell’ordine di una su diverse migliaia. Sono le stime degli esperti dell’ufficio Space Situational Awareness dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi). Oggi a Roma Claudio Portelli ed Ettore Perozzi, del nuovo ufficio dell’Asi sulla consapevolezza dello spazio, hanno risposto alle domande dei giornalisti durante la diretta streaming dell’Asi.

La data precisa dell’impatto della stazione spaziale cinese con l’atmosfera in realtà si potrà conoscere solo tre giorni prima che avvenga. Solo sei ore prima si potrà conoscere la traiettoria di rientro, e stimare quindi la probabilità di caduta su un’area abitata. L’Asi seguirà le ultime fasi di vita del modulo Tiangong-1 in stretto contatto con la Protezione Civile. “I detriti potrebbero sparpagliarsi in un’area lunga mille chilometri e larga 400” spiega Portelli. In genere tra il 20% e il 40% del peso complessivo di un oggetto spaziale di questo tipo sopravvive all’attrito dell’atmosfera. Si stima che oggi il modulo Tiangong pesi 7.500 chili, ma molti dettagli sui materiali con cui la stazione spaziale è stata costruita restano in realtà segreti. La presenza di pannelli solari per fornire energia dovrebbe comunque escludere la presenza di combustibile radioattivo.

1000 asteroidi in avvicinamento, NASA lancia una ‘missione impellente’

Ecco il video degli asteroidi in avvicinamento della NASA. Questi sono pericolosi per il nostro pianeta?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dall’inizio di febbraio sono state molte le notizie di stampo astronomico che sono diventati virali in rete. Basti pensare alla Superluna, che ha fatto temere a molti religiosi che l’apertura del Sesto Sigillo e la conseguente fine del mondo si stesse approssimando. Ma nelle ultime ore un’altra notizia riportata dal The Express ed altre testate anglofone analoghe sta ottenendo la viralità in rete. La #NASA (National Aeronautics and Space Administration) ha infatti tracciato 1000 asteroidi potenzialmente pericolosi per la Terra e conseguentemente ha creato un programma per tenere al sicuro il nostro pianeta. La missione si chiama ARM (Asteroid Redirect Mission).

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